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«Italia al collasso Portiamo in Slovenia i nostri risparmi»

Giorgio Fidenato in “gita fiscale” con Veneto Stato Una decina i conti correnti aperti in una banca a Capodistria

di Elena Del Giudice

«Il conto corrente non l’ho ancora aperto, ma le informazioni quelle sì le ho raccolte. La Slovenia offre condizioni più vantaggiose, ma soprattutto ha un sistema-Paese in condizioni migliori rispetto al nostro. L’Italia, viceversa, è sull’orlo del baratro. E se una persona ha dei risparmi da parte, davvero è certo di volerli lasciare in deposito sui conti correnti italiani?». La domanda è pleonastica, dal punto di vista di Giorgio Fidenato, leader di Agricoltori federati, di rientro dalla Slovenia insieme a Veneto Stato, il movimento indipendentista che raggruppa imprenditori, e non, della vicina regione, per lo più delusi da Lega Nord e Pdl, e che ha organizzato una “gita fiscale” finalizzata a porre al sicuro i risparmi. Una decina i conti correnti aperti presso un istituto bancario a Capodistria con l’obiettivo di metterli al riparo dal possibile tracollo dell’Italia. «Ci hanno invitato a partecipare a questa iniziativa e lo abbiamo fatto - spiega Fidenato -, per noi è stata un’occasione per far conoscere la nostra battaglia sul sostituto d’imposta, ma anche per saperne di più sul sistema bancario sloveno e un Paese che offre oggi sicurezze che l’Italia non garantisce più».

La situazione italiana è drammatica, secondo Fidenato, ormai vicina al collasso. «Prima ci dicono che le pensioni sono in equilibrio, poi varano una manovra per aggiustare i conti. Abbiamo un debito pubblico al 120% sul Pil ed un’economia che non cresce. Se fosse un’impresa in queste condizioni, non faticheremmo a dire che qualcosa, prima o poi, dovrà accadere. Invece i politici tentano di rassicurare ma poi non fanno nulla di quel che andrebbe fatto. Il buon padre di famiglia, a fronte di una situazione di debito pesante, che fa? Taglia la spesa; i nostri governanti, invece, tagliano servizi ai cittadini, aumentano le tasse, non riducono la spesa pubblica, non tagliano benefici e prebende. A fronte di tutto questo, è ragionevole mantenere i propri risparmi qui, a disposizione di questa gente che ci governa, o è preferibile metterli al sicuro altrove?». Alcuni, evidentemente, hanno già scelto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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