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Terrorista ceceno
arrestato a Tarvisio

Bloccato dai carabinieri all’uscita del casello autostradale: è ricercato per banda armata e per l’omicidio d’un poliziotto.

TARVISIO. All’apparenza una normale famigliola: padre, madre e i tre figli piccoli nei sedili posteriori d’una monovolume. Ma alla guida c’era lui, terrorista, musulmano, ricercato per omicidio perché esponente dell’organizzazione Jamad che in Cecenia combatteva. «Ha ucciso un poliziotto russo con un kalashnikov», ha spiegato il capitano dei carabinieri Massimo Soggiu, comandante della Compagnia di Tarvisio che con il Norm e gli uomini delle stazioni, domenica notte, ha avuto la “fortuna” di fermare per un controllo della Opel Zafira con la famigliola.

Un’auto con targa francese, perché a Nizza risulta risiedere Rinat Ibraev, 29enne ceceno latitante per la Russia e sul quale pende un mandato di cattura internazionale. Al controllo in banca dati, il terminale dell’Arma ha subito acceso la “spia rossa”: partecipazione a banda terroristica perché all’inizio del 2007 ha appunto ucciso un agente: omicidio che per il codice penale russo significa l’ergastolo.

La latitanza del musulmano Ibraev è quindi finita al casello dell’A23 di Ugovizza, in Comune di Malborghetto Valbruna. Nell’auto non aveva né armi né munizioni, ma soltanto le valigie per andare – ha raccontato ai carabinieri – da amici in Austria, poco oltre il confine di Coccau. Gli unici oggetti sequestrati sono state alcune chiavette Usb contenenti files audio che adesso saranno analizzati dalla sezione anticrimine dell’Arma. Potrebbe essere una “pista” per capire se esistono eventuali collegamenti con altri terroristi islamici.

Per ora si sa soltanto che i documenti d’identità francesi risultano in regola, che l’automobile utilizzata è intestata a un’altra persona, un francese, e che non esistono provvedimenti a carico della signora Khava Aboubakarovna Bantaeva, 23 anni, nata a Goudermes in Cecenia come il marito. Lei e i tre figli di 5, 3 e un anno sono stati affidati a una struttura pubblica di Tarvisio, su interessamento del Comune.

Rinat Ibraev è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria,

che per casi come questo, nella nostra regione, è la Corte d’appello di Trieste. Saranno quei giudici a valutare sull’estradizione. Al lavoro, subito dopo l’arresto, si sono messi anche gli uomini dell’Interpol di Roma in collegamento con la Russia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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