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Il sindaco di Verona Tosi
impallina un cacciatore

Terzo d'Aquileia,

un giovane accidentalmente ferito a un braccio e a una gamba. La polizia dopo alcune ore risale all’amministratore veneto. Aperta un’inchiesta. Commenta

TERZO DI AQUILEIA. Un grappolo di amici suddivisi in 3-4 gruppi, ciascuno con i propri osservatori e incaricati di prendere la preda una volta uccisa. Sono tutti cacciatori. La gran parte è arrivata di buon mattino dal vicino Veneto. Tra di loro ci sono anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi, un suo assessore, alcuni imprenditori, un noto primario di Vicenza e altri ancora. La battuta di caccia si sta svolgendo nella nota tenuta Ca’ Vescovo, di Zonin, a Terzo di Aquileia. Sono circa le 12.30 di sabato scorso e di lì a poco la battuta si sarebbe sciolta per lasciare spazio a un meritato momento conviviale. C’è ancora qualche minuto da utilizzare per tentare di catturare un’ultima preda. I cani stanno ancora “lavorando” fiutando l’aria. All’improvviso stanano una lepre. Tosi imbraccia il fucile, prende la mira e spara. Colpisce la preda, ma alcuni pallini di risulta rimbalzano in maniera micidiale e colpiscono un giovane accompagnatore, Emilio I., di Grado, aggregato a un altro gruppo, ferendolo a un braccio e a una gamba.

Il ragazzo, le cui generalità non sono ancora state rese note, avverte immediatamente un forte bruciore nelle parti colpite. Viene soccorso da un medico che partecipa alla battuta, forse lo stesso primario di Vicenza. Ma la medicazione non dà gli effetti sperati perché la sfortunata vittima continua ad avvertire forti bruciori sia la braccio sia alla gamba dove è stato colpito dai pallini di rimbalzo, probabilmente sei o sette in tutto. È a quel punto che, dopo un altro accertamento da parte del medico, decide di farsi visitare all’ospedale di Monfacone, al cui Pronto soccorso si presenta verso le 14. Viene immediatamente visitato, ma, una volta accertato che le ferite sono state provocate da un’arma da fuoco, i medici chiedono l’immediato intervento degli inquirenti per approfondire l’accaduto. Nel nosocomio di Monfalcone giungono poco dopo alcuni poliziotti del Commissariato locale. Il ragazzo viene interrogato. Ma la spiegazione della vicenda con tutta probabilità viene ritenuta un po’ fumosa, tanto che il suo racconto viene giudicato perlomeno poco o credibile. Insomma, il giovane minimizza e dà poca importanza all’accaduto. Gli investigatori così sono costretti ad approfondire il caso. Da lì, dunque, la necessità di avviare accertamenti nel luogo dove si è verificato l’incidente. Nel pomeriggio, nella stessa tenuta di Terzo di Aquileia arrivano anche gli uomini della Squadra mobile di Udine. Bastano pochi minuti e alcuni scambi di parole con i cacciatori che sono ancora nella tenuta di Terzo di Aquileia per individuare nel sindaco di Verona, Tosi, lo sfortunato sparatore. Nel frattempo, il giovane è ancora all’ospedale. Più tardi, nella notte tra sabato e domenica, i sanitari decidono di effettuare un intervento chirurgico per togliere i pallini. Tuttavia, le condizioni del ferito non sono mai state serie; stando alla prognosi, inoltre, se la caverà in pochi giorni. Intanto, la Procura di Udine ha già aperto un fascicolo con l’ipotesi di lesioni

colpose, fascicolo che può rimanere aperto per tre mesi, vale a dire il tempo necessario entro il quale il ferito ha la possibilità di sporgere o meno denuncia. Ma, stando ai si dice, pare che il giovane non abbia alcuna intenzione di adire alle vie legali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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