Menu

La congiuntura nel Nord-Est:
in calo produzione e fatturato

Presentato a Gorizia lo studio della Fondazione veneta che ha coinvolto mille titolari di aziende Contrazione di tutti gli indici economici con un peggioramento del clima di fiducia delle imprese.

GORIZIA. L’export porta ancora un segno positivo, soprattutto per le aziende grandi e strutturate, ma aumenta la sfiducia nel sistema produttivo per la seconda parte del 2011. È questo il clima che si respira in Friuli Venezia Giulia e nel resto del Nord-Est. Lo testimonia la ricerca promossa dalla Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia e realizzata dalla Fondazione Nord Est: torna a prevalere la quota dei pessimisti su quella degli ottimisti, ad eccezione per il dato sugli ordini dall’estero (per il 13,8% degli imprenditori friulani ci sarà un semestre in crescita, per il 76,6% stabile).

Il primo semestre del 2011 si chiude in rallentamento per tutti i parametri, rispetto all’anno precedente, ma è ancora prematuro parlare di una nuova fase di contrazione. L’indagine, condotta a settembre su un campione di mille imprenditori del Triveneto, è stata illustrata ieri mattina a Gorizia, nella sede della Fondazione Carigo, da Silvia Oliva, segretario alla ricerca Fondazione Nordest, Silvano Midena, responsabile imprese CariFvg e commentata dall’amministratore delegato KB 1909 Boris Peric e dal presidente Confindustria Gorizia Gianfranco Di Bert.

«Il dato più preoccupante – ha osservato Silvia Oliva – perché anticipa i trend dei prossimi mesi, è quello relativo al portafoglio ordini: una quota importante di imprese prevede un calo. Quattro imprese su dieci hanno ordini soltanto per un mese e mezzo e dunque, navigano a vista, non possono progettare investimenti a lungo termine o assunzioni». «Stanno venendo al pettine i nodi strutturali del sistema Italia, ai quali si aggiunge anche la crisi dello stato italiano, dovuta al suo indebitamento», ha commentato Peric. Midena ha rilanciato, come soluzioni alla crisi, invece, la rete di imprese e l’accompagnamento delle aziende da parte del sistema bancario per aumentare le proprie quote di mercato sull’estero.

Nella seconda parte del 2011, il 24,6% degli imprenditori del Friuli Venezia Giulia (era il 26,5% nel primo semestre) prevede una crescita della produzione, ma è ben il 28,7% a prospettare una flessione (anche nel Nord Est diminuiscono le aspettative: crescita per il 26,1% e diminuzione per il 27,9%). Per quanto riguarda invece il fatturato, il 28,6% si aspetta un aumento (era il 31,7), contro il 22,7% che presume ci sarà una diminuzione (nel Nord Est si registrano rispettivamente: 27,6% e 31,9%). Nelle attese degli imprenditori friulani, in particolare, prevale l’indicazione di flessione per gli ordini interni (26,4%), rispetto al 18,1% che immagina una crescita. Continuano a rimanere negative anche le prospettive occupazionali: gli organici si ridurranno per il 17,3% degli imprenditori friulani mentre soltanto il 9% prevede una crescita di personale. Per il 75,7% la situazione rimarrà stabile. Cresce, infine, la quota di chi prevede di ridurre gli investimenti. Nel primo semestre del 2011 hanno sofferto di più le imprese di piccoli

dimensioni. In Fvg la situazione sembra essere più stabile: la crescita della produzione coinvolge il 33,3% delle imprese (rispetto 34,9% del secondo semestre 2010) e il fatturato viene indicato in crescita dal 31,5% del campione, con un saldo pari a +0,3.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro