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“Lesa”, la caserma
del futuro anche senza
la vecchia naia

Remanzacco, è una delle caserme di punta in Friuli con 600 uomini, c’è pure una sezione Afds. Decine le missioni all’estero, oggi cambio di comandante: da Lucidi a Maddiona.

REMANZACCO. Circa 600 tra ufficiali, sotoufficiali e graduati, di cui il 10% costituito da personale femminile. Molti dei giovani graduati sono in servizio permanente e si sono stabiliti con i propri nuclei familiari nel territorio del comune di Remanzacco o comunque nella provincia di Udine. Si sono integrati perfettamente nel tessuto sociale locale. Lo sostiene il sindaco di Remanzacco, Dario Angeli. Lo conferma il comandante di reggimento della caserma “Severino Lesa”. Insomma, addio vecchia naia; ecco una delle eccellenze dell’esercito italiano.

Il Reggimento, che trae le sue origini dalle Unità Logistiche della disciolta Divisione “Mantova”, è inquadrato nel Comando Logistico di Proiezione con sede in Roma. Dal 2002 fino al 2011 il Reggimento è stato impiegato in tutti i principali teatri operativi dalla Bosnia al Kosovo, dall’Iraq all’Afghanistan, con risultati giudicati eccellenti. Nello scorso mese di febbraio, il reparto è rientrato dopo sei mesi trascorsi in Libano, dove ha costituito l’Unità logistica deputata a fornire il supporto a tutti gli assetti nazionali schierati nell’ambito della missione “Leonte”.

E proprio oggi, nella caserma, si terrà la cerimonia di avvicendamento al comando dell’8° Reggimento Trasporti. Il comandante Alessandro Lucidi cederà il comando al colonnello Giampaolo Maddiona. Lucidi lascia dopo 3 anni e 2 mesi. Ma in Friuli c’era già stato negli anni ’80, nello Spilimberghese. E qui aveva ancora diversi amici. Per questo il suo in Friuli «è stato più un ritorno che un arrivo. Questa volta però – ci tiene a sottolineare – è stata un’esperienza davvero entusiasmante. E quindi tornerò a Roma di lasciare qui in Friuli altri amici oltre che dei preparatissimi colleghi».

«Il Friuli – insiste il comandante Lucidi – è una terra produttiva, operosa fatta di persone serie, affidabili e con un immenso senso del dovere. Un neo? Mah, forse siete un po’ troppo legati alle tradizioni e qualche volta fate fatica a guardare avanti. Penso ad esempio alla crisi della sedia nel Manzanese. Forse sarebbe bastato osservare che i cinesi stavano copiando tutto per inventarsi qualche cosa di nuovo e nuovamente competitivo». Lucidi aggiunge di lasciare una caserma e una realtà militare che rappresenta un fiore all’occhiello dell’Esercito italiano. «I rapporti con la comunità locale, ma con il Friuli in genere – precisa – sono davvero ottimi. E non è un caso che siano molti i militari che hanno deciso di sistemarsi qui nonostante la maggior parte di essi provenga da regione spesso molto distanti. I friulani, infatti, sono appena tre». Secondo Lucidi, c’è anche un risvolto per così dire pratico nel senso che in Friuli il prezzo delle abitazione è sensibilmente inferiore rispetto ad altre realtà italiane. Con il Comune in particolare, «la collaborazione è stata ed è superlativa».

Un dato su tutti per riassumere il radicamento della caserma e dei soldati a Remanzacco. Dentro la “Severino Lesa” è stata costituita una sezione dell’Afds, la Sezione 8° Reggimento Trasporti, il cui presidente è il maresciallo Pietro Paolo che opera a stretto contatto con il presidente provinciale dell’Afds, Renzo Peressoni. Attualmente gli iscritti sono 310, il 50 per cento di tutti i soldati della caserma, ed erano addirittura 398 nel 2010. Un calo fisiologico – spiega Lucidi – dovuto sia al turn over sia alla missione in Libano che ha costretto molti militari alla partenza. E sempre Peressoni ha organizzato all’interno della caserma una serie di incontri medico-sanitari.Insomma, la caserma “Severino Lesa”, oltre che un centro di alta professionalità dell’esercito, rappresenta una risorsa, e non soltanto economica, e non solo per Ramanzacco, ma per l’intera zona.

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