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 Scivola nel canalone,
muore alpinista

Chiusaforte, la vittima è un carinziano di 45 anni. L'incidente ieri pomeriggio sul versante sud-ovest del Montasio.

CHIUSAFORTE. Un alpinista austriaco di 45 anni ha perso la vita nel primo pomeriggio di ieri precipitando dal canalone Findenegg, sul versante Sud Ovest del massiccio del Montasio. L’uomo, Horst Pongratz di Villaco, assieme a un amico, stava salendo il canalone che porta sulla cresta del Montasio, quando, sopra il bivacco Adriano Suringar, a circa 2.500 metri di quota, è scivolato su una lingua di neve gelata ed è precipitato per circa duecento metri fra i salti di roccia, rimanendo ucciso sul colpo per i gravi politraumi riportati. Un’altra tragedia dunque in montagna, un’altra disgrazia avvenuta nel tarvisiano all’ombra di Montasio e Mangarth, due montagne che hanno fatto la storia dell’alpinismo, ma che spesso presentano agli appassionati un conto salatissimo.

L’allarme La richiesta dell’intervento dei soccorsi è stata lanciata da escursionisti che si trovano nell’area che hanno udito le grida di aiuto del compagno di cordata. E alle 13.45 sono immediatamente uscite le squadre del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Sella Nevea e del Cnsa di Cave del Predil, che sono state eli trasportate sul posto, dalla base dei soccorsi fissata sull’altopiano del Montasio, con l’elicottero del 118. Dall’elicottero è stata calata anche l’equipe sanitaria, ma al medico non è rimasto che accertare il decesso dell’uomo. La salma è stata poi recuperata dagli uomini del Soccorso alpino, con l’elicottero della Protezione civile.

Quindi dall’Altopiano del Montasio, dove le operazioni sono state completate prima dell’arrivo del buio, a cura delle pompe funebri la salma è stata portata alla cella mortuaria del cimitero di Tarvisio in attesa del rimpatrio.

Dinamica dell’incidente La via Findenegg, ricordiamo, è stata seguita in parte dai primi salitori del Montasio. Dal versante Sud (sopra le Malghe del Montasio), partendo dal rifugio Di Brazza, porta in quota sul versante Ovest (sopra la Val Dogna) e poi per l’omonimo canale (Findenegg) si raggiunge la cima. Con ogni probabilità l’alpinista austriaco è scivolato da una cengia esposta innevata è non ha avuto scampo. Pare che fosse privo di ramponi e che i due procedessero in arrampicata libera senza essere assicurati tra loro. Insomma, leggerezze imperdonabili con il senno di poi. Infatti in queste condizioni, la scivolata è sempre in agguato e quando accade il compagno, o i compagni di salita, rimangono impotenti, non possono proprio fare nulla per trattenere la caduta verso una morte certa dell’amico.

Consigli degli esperti «Le giornate soleggiate di questo splendido autunno invitano alle escursioni – avvertono gli operatori del Soccorso alpino -, ma bisogna fare attenzione al gelo, a volte invisibile che si forma sulle rocce e sui sassi degli itinerari da effettuare. Nonostante infatti non vi siano ancora state grandi nevicate, sopra i 2000 metri di quota ci si può imbattere in neve gelata che aumenta la pericolosità dei percorsi. Questi assumono un grado di elevata difficoltà come in pieno inverno e

certo sono ostici anche per alpinisti provetti. Ciò, dunque, consiglia di fare bene i conti anche con le proprie capacità e di dotarsi di equipaggiamenti e attrezzature adeguate per non avventurarsi in cose impossibili da fare con grave rischio della propria, ma anche dell’altrui incolumità».

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