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Commercio, la crisi anticipa i saldi: da ieri partite le promozioni

Rigutti consiglia cautela: la stagione ufficiale si apre il 5 L’assessore Brandi assegna i contributi ai “Centri in via”

UDINE.

Non è vera deregulation, perché i saldi - quelli stabiliti per legge - iniziano in Friuli Venezia Giulia solo il 5 gennaio. Ma in molti negozi della regione sputano in queste ore cartelli più o meno invitanti che promettono sconti. Chi scrive o promette i saldi prima della data fatidica può essere sanzionato dalla Polizia municipale. Ma chi invece espone la semplice scritta «sconti» o punta su «vendite promozionali» è perfettamente in regola. Tocca al consumatore, come sempre la scelta.


L’enigma. Franco Rigutti, presidente della Confcommercio regionale, cerca di fare ordine. «Quelli che si vedono da ieri - dice - non sono saldi, ma vendite promozionali». C’è una differenza ben precisa: «I saldi sono vendite di fine stagione, le promozioni sono per l’appunto vendite che dovrebbero promuovere uno o più articoli. Se poi sono usate male dai commercianti - insiste Rigutti - questo è un altro discorso. Il consumatore dovrebbe essere comunque cauto davanti a certe vendite promozionale: se uno promuove tutti gli articoli del negozio forse non è una vera promozione».


Le previsioni. Mentre si prova a capire che sta succedendo, ieri sono state presentate le stime delle organizzazioni di commercianti e consumatori sulla prossima stagione dei saldi. Per Confcommercio ogni famiglia spenderà 403 euro, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro pari al 18% del fatturato annuo del settore. I Codacons hanno subito tacciato come «ottimistiche» le previsioni dei commercianti, mentre Federconsumatori osserva: «Dopo il forte calo dei consumi nelle festività natalizie, le stime relative all'andamento dei saldi non lasciano sperare nulla di buono. Secondo Federconsumatori, la spesa media per famiglia arriverà appena a 223 Euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno.


Deregulation. Ieri è anche arrivata una conferma importante sul fronte delle liberalizzazioni degli orari e delle aperture dei negozi: l’assessore regionale al Commercio, Angela Brandi, ha infatti fatto presente che le norme della manovra del Governo sono già in vigore. Ora, a dicembre, la differenza si nota poco, perché i negozi sono comunque aperti. Ma di fatto, il Friuli Venezia Giulia non ha la competenza esclusiva in tema di concorrenza, e dovrà attenersi alla legge nazionale: Mario Monti ha così “risolto” una questione politica - l’infinita querelle sulle aperture domenicali - che per anni ha fatto discutere le diverse anime della maggioranza di centrodestra. Nello scorso febbraio, il Tar aveva anche chiesto alla Corte costituzionale di esprimersi sulla legge regionale che prevede le chiusure. La pronuncia del giudice costituzionale non è ancora arrivata, ma la liberalizzazione del Governo ha in qualche modo risolto il problema.


Centri in via. Infine, l’amministrazione regionale ha ufficializzato ieri - in un incontro tra l’assessore Brandi e i commercianti - la graduatoria per i fondi destinati allo sviluppo dei “Centri in via” e dei centri commerciali naturali promossi da Comuni e associazioni. Per i quindici progetti sono a disposizione, tra 2011 e 2012 ben 640 mila euro. I centri commerciali naturali e i centri in via sono costituiti da piccole attività localizzate in un’area determinata del centro urbano, che, seppur distinte, sono organizzate e gestite in maniera unitaria, anche attraverso azioni di marketing congiunte. L’obiettivo è ridare fiato alle attività economiche del centro storico, o del quartiere, valorizzare e rendere più vivibili

i centri urbani, incentivare le produzioni locali. «Così - ha detto Brandi - sosteniamo in maniera concreta le piccole attività commerciali, artigianali e di servizio».

Beniamino Pagliaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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