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La scure delle Poste: molti uffici chiusi,
al via orari ridotti e tagli nei piccoli centri  

Poste italiane torna “all’attacco” degli uffici postali minori decidendo una lunga serie di chiusure e riduzioni d’orario tra le provincie di Udine, Pordenone e Gorizia. L’allarme dei sindacati per i recapiti nei piccoli comuni,  Cgil e Cisl hanno aperto una vertenza con la direzione.  

UDINE. Poste italiane torna “all’attacco” degli uffici postali minori decidendo una lunga serie di chiusure e riduzioni d’orario tra le provincie di Udine, Pordenone e Gorizia. La riorganizzazione, decisa a livello nazionale, avrebbe dovuto scattare già ieri mattina, salvo poi essere rimandata a data da destinarsi per l’incontro sindacale previsto oggi a Trieste.

Nella lista nera degli uffici destinati ad abbassare definitivamente le serrande si contano in provincia di Pordenone quelli di Casiacco e Pielungo (Vito d’Asio), Chievolis (Tramonti di Sopra), Dardago (Budoia), Rivarotta (Teor), Solimbergo (Sequals) e Toppo (Travesio), mentre in provincia di Udine chiuderanno gli uffici di Cornino e Flagogna (Forgaria), Madonna e Urbignacco (Buja), Mels (Colloredo di Monte Albano), Plasencis (Mereto di Tomba), Romans (Varmo), San Tommaso (Majano), Socchieve, Torsa (Pocenia) e Trava (Lauco).

Poste italiane ha invece previsto riduzioni d’orario per gli uffici di Medea in provincia di Gorizia, Fagnigola (Azzano Decimo), Giais (Aviano), San Leonardo Valcellina (Montereale Valcellina) e San Martino Campagna (Aviano) in provincia di Pordenone e ancora Comeglians, Forni Avoltri, Montenars, Ospedaletto, Ravascletto, Resiutta, San Leonardo, San Vito al Torre, Sauris e Vedronza (Lusevera) in provincia di Udine.

Per questi uffici, Poste ha deciso la riduzione dell’orario d’apertura che in concreto significherà il funzionamento su due, massimo tre giorni la settimana. La riorganizzazione degli uffici in Friuli Vg rientra in quella presentata da Poste italiane a livello nazionale. Presentata, ma mai discussa con le organizzazioni sindacali che in regione intendono dar battaglia affinché il piano sia rivisto. A tal fine sia Cgil che Cisl hanno infatti aperto una vertenza, che porterà le parti sociali a incontrare l’azienda già stamattina a Trieste.

«Siamo molto preoccupati dal fatto che l’attuale personale non è sufficiente ad aprire tutti i giorni tutti gli uffici postali e sappiamo che spesso gli uffici più piccoli rimangono chiusi – dichiara la segretaria regionale di Slc Cgil, Emanuela Bizi –. Una situazione che si poteva affrontare con nuovo personale se solo Poste italiane avesse deciso di concederlo». Anche a fronte di questo deficit, secondo Cgil l’elenco degli uffici di cui oggi si prevede la chiusura è eccessivo, «coinvolge infatti anche uffici postali che sono l’unica sede di comune o che servono numerosa clientela», sottolinea Bizi annunciando l’intenzione di rimettere in discussione la lista redatta da Poste. Non solo.

«Pretenderemo anche che ci vengano forniti dati oggettivi che giustifichino operazioni di chiusura o di riduzione oraria». È infatti

timore della Cgil che le riduzioni d’orario altro non siano se non l’anticamera a una prossima chiusura definitiva degli uffici. «Siamo pure preoccupati – conclude la sindacalista – della ricollocazione del personale interessato da questa operazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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