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I sindaci della Carnia
contro le Poste: i tagli
penalizzano le valli

Lucchini (Sauris): «Chiederemo di decidere noi gli orari». Ferrari (Forni Avoltri): «Così si favoriscono solo le banche»

TOLMEZZO. Molti sindaci dei Comuni carnici interessati dalla razionalizzazione degli uffici postali protestano contro Poste italiane. È prossima la chiusura dell’ufficio di Socchieve: rimarrà solo quello di Mediis, ma funziona a singhiozzo. «Non siamo assolutamente d’accordo – dice il sindaco, Roberto Fachin – non ci interessa che le Poste vendano pc o libri, ci interessa che mantengano in paese i veri servizi, soprattutto a supporto degli anziani. Questa decisione va a incidere soprattutto sulla parte di popolazione che ha difficoltà a muoversi e qui non ci sono banche. Interesseremo i nostri rappresentanti in Regione, ma sono preoccupato perché mi sembra che Poste Italiane proceda senza farsi tanti problemi».

Il sindaco di Sauris, Stefano Lucchini, non le manda a dire. Nel suo paese l’unico ufficio postale funziona solo 3 giorni la settimana e quello più vicino è a 17 km (ad Ampezzo) e con una viabilità di montagna. «Non avere la posta – dice – è un grave problema. È un servizio fondamentale per gli anziani, ma anche per le aziende, perché a Sauris abbiamo, in rapporto al numero di abitanti, il più alto numero di partite Iva aperte sul territorio comunale in regione.

Porremo in campo tutte le iniziative necessarie, assieme all’Anci, anche chiedendo al Prefetto che si faccia carico del rispetto della norma che prevede che le decisioni relative agli orari di apertura per servizi come questi siano concordati con il sindaco. Qui c’è stata una decisione unilaterale di Poste Italiane, senza alcun concerto con i sindaci».

E il primo cittadino di Comeglians, Flavio De Antoni, rivela di aver dovuto apprendere dalla stampa la riduzione del funzionamento dell’ufficio del suo paese e di non aver gradito la gentilezza, anche per l’importanza che in montagna questo servizio ha per cittadini e imprese. Egli propone, per iniziare a lavorare in prospettiva, «un tavolo di lavoro con la regia della Regione per ripensare e riorganizzare l’accesso ai servizi in montagna rendendoli accessibili a tutti, potenziando il trasporto pubblico locale e i servizi a domicilio».

Anche il sindaco di Forni Avoltri, Manuele Ferrari, è critico sull’apertura ridotta dell’unico ufficio postale: «Così le Poste penalizzano i cittadini e credo che li incoraggino a preferire la banca, presente in paese. Almeno, vista la valenza turistica e sportiva del nostro paese, tengano aperto

anche sabato».

Il sindaco di Lauco, Olivo Dionisio, si è visto chiudere lunedì l’ufficio di Trava e chiede: «Almeno l’ufficio che rimane, quello centrale di Lauco sia fatto funzionare e sia pronto a dare tutte le risposte necessarie agli utenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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