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Caserma dei carabinieri Duello sul costo dei terreni

La società espropriata dell’area dove sorgerà il Comando vuole 5 milioni di euro Ricorso in appello: l’indennizzo stabilito dal collegio arbitrale ammonta alla metà

L’indennizzo per l’esproprio del terreno di via Planton dove sorgerà la nuova caserma dei carabinieri finisce davanti alla Corte d’Appello di Trieste. Per la Adas Spa, che ha ceduto la proprietà al Comune, non è una questione di principio bensì di denaro. La commissione territoriale aveva stimato il valore di esproprio in 2,550 milioni di euro. Non abbastanza per la proprietà – la società che ha sede in via del Bersagliere e che fa capo all’imprenditore De Filippo – per cui la valutazione è stata affidata a un collegio arbitrale che ha rivalutato la stima portandola a 2,682 milioni.

Nemmeno questo ha soddisfatto Adas che ha presentato ricorso alla Corte d’Appello chiedendo di fatto un valore pari al doppio di quello indicato dalle perizie. La società chiede infatti ai giudici «di determinare, per tutte le causali di cui in atti l’ammontare dell’indennità di espropriazione dovuta alla ricorrente nella misura di 4,609 milioni di euro, oltre al 10%» ai sensi del Dpr 327/2001 e all’iva di legge. Tutto sommato il conto supera i 5 milioni di euro.

La giunta Pedrotti, su proposta dell’assessore agli affari legali Bruno Zille, ha dato mandato all’avvocato del Comune (Roberta Bressan) e al difensore di Trieste Antonio Pollino, di costituirsi in giudizio per conto dell’ente. Il processo (udienza il 6 marzo) non costituisce un impedimento nell’iter della nuova caserma. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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