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Bilancio, Imu più cara
per le seconde case sfitte

UDINE, per gli alloggi vuoti si paga l’1,5 per mille in più. Irpef invariata, meno centri estivi. Il sindaco: «Ma i cittadini non noteranno grandi cambiamenti». L’ok entro aprile

UDINE. Imu più cara per le seconde case sfitte. Rispetto alle seconde case affittate, quelle vuote pagheranno l’1,5 per mille in più. Il Comune conta di recuperare parte delle minori entrate applicando l’aliquota più “salata” dell’imposta municipale unica (Imu) sul patrimonio abitativo inutilizzato da parte dei proprietari.

Ma non solo perché, per chiudere il bilancio di previsione 2012, l’amministrazione Honsell ha ridotto del 5% in certi casi anche del 10% il budget a quasi tutti gli assessorati. E così la prossima estate sarà istituito un centro vacanze in meno e le biblioteche di quartiere ridurranno di un’ora l’orario di apertura giornaliero. Restano invariate (9,3 milioni), invece, le risorse destinate ai servizi sociali, all’istruzione e l’addizionale Irper, mentre la Tassa rifiuti cala di due punti. In sostanza, gli udinesi con una casa di proprietà non pagheranno più tasse, l’unica “mazzata” colpirà i proprietari delle seconde case che hanno deciso di non affittarle.

Su questa traccia sta lavorando l’amministrazione di palazzo D’Aronco per sottoporre, entro fine aprile, il documento contabile al vaglio del consiglio comunale e, a breve, alla giunta. Di fronte a una situazione tutt’altro che rosea dal punto di vista dei finanziamenti, il sindaco Furio Honsell, assicura che «Udine non è stata colta di sorpresa come il Governo che continuava a negare la crisi». Detto questo, Honsell è certo che «anche se non ci sarà opulenza, i cittadini non noteranno grandi cambiamenti».

I numeri. A seguito dei tagli dei finanziamenti regionali e degli aumenti di spesa conseguenti alla crisi economica, il Comune si è ritrovato a ragionare su un bilancio che scontava 5 milioni di minori entrate e altrettante di maggiori spese. Fortunatamente, rispetto alle previsioni iniziali che, nel confronto con i dati dello scorso anno, prevedevano un taglio dei contributi regionali del 9%, la riduzione è stata contenuta al 4%. «Prima prevedevamo un taglio di 3 milioni di euro ora di 1,5» conferma il sindaco nel ricordare che, sempre per effetto della crisi, anche le società partecipate dal Comune stanno chiudendo bilanci meno ricchi rispetto al 2011. Un fatto non indifferente questo perché oltre a non incrementare le riserve, non saranno in grado di girare grandi cifre anche nel bilancio comunale.

Minori spese. Di fronte a questa situazione, l’amministrazione Honsell è stata costretta a razionalizzare la spesa corrente che, lo scorso anno, si aggirava intorno ai 120 milioni di euro. In primis ha eliminato il fondo anticrisi dove la giunta Honsell, fin dal suo insediamento, accantonava 500 mila euro l’anno per aiutare le famiglie colpite dalla disoccupazione. «Useremo questi soldi per sostenere altre spese» puntualizza il sindaco assicurando, invece, che il Fondo affitti non subirà ritocchi come pure le agevolazioni per le famiglie numerose che, a suo avviso, «dovrebbero essere confermate».

E se tutti i contratti di servizio in scadenza saranno rivisti al ribasso, palazzo D’Aronco si prepara ad attivare una sede in meno di centri vacanze. Stesso copione sugli orari di apertura delle biblioteche di quartiere e su altri servizi “secondari”. Siamo di fronte, insomma, a un lavoro certosino reso necessario dalla difficile situazione economica che non consente al Comune di fare balzi in avanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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