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Guidolin: adesso proviamo
a cambiare marcia

A cinque giornate dal termine del campionato i giochi sono ancora aperti e l’ Udinese può continuare a inseguire il sogno Europa. Alla vigilia dell’importante sfida casalinga contro l’Inter, il tecnico Francesco Guidolin ha parlato delle difficoltà del match e della condizione fisica dei suoi ragazzi

UDINE. A cinque giornate dal termine del campionato i giochi sono ancora aperti e l’Udinese può continuare a inseguire il sogno Europa. Alla vigilia dell’importante sfida casalinga contro l’Inter, il tecnico Francesco Guidolin ha parlato in conferenza stampa delle difficoltà del match e della condizione fisica dei suoi ragazzi. «Nibali avrebbe vinto la Liegi-Bastogne-Liegi se avesse avuto anche l’ultimo cambio di marcia, ma nello sport non sempre succede quello che vorresti -ha detto Guidolin facendo un paragone con il ciclismo-. Noi, però, proviamo a cambiare marcia, siamo consapevoli che a Verona abbiamo avuto fortuna in un primo tempo brutto e che il Chievo meritava qualcosa in più per le occasioni. Siamo consapevoli che ci vuole ben altro per far bene con l’Inter, ne siamo consci perchè l’abbiamo riconosciuto all’interno del nostro spogliatoio con molta serenità. Ci proviamo ma non è semplice. Se Nibali avesse avuto ancora un pò di benzina avrebbe portato a casa una vittoria straordinaria. È un semplice confronto su una cosa che ho visto domenica e che mi ha entusiasmato, ma nella vita e nello sport ci sono anche gli avversari. Abbiamo bisogno di un cambio di marcia, di una partita perfetta, di salute. Abbiamo bisogno di non sbagliare niente e di andar forte. La benzina la squadra ce l’ha, perchè secondo me dal punto di vista della forza e dell’aspetto fisico ha ancora risorse».

Certo, dall’altra parte l’Udinese si troverà un’Inter che vuole giocarsi fino all’ultimo le chance di qualificarsi alla Champions League e quindi potrebbe non bastare avere maggior determinazione. «Quella è fondamentale, così come l’attenzione, la concentrazione e la voglia di fare un’impresa, perchè pensare di battere le grandi squadre è un’impresa. Poi ci sarà la gara, il campo, la giocata di un campione, chi lo può dire. Certo che la determinazione è importante, così come la motivazione e la tensione agonistica. Noi dobbiamo ricordare sempre che l’Udinese nella sua storia non ha mai lottato per due anni di fila per la Champions League, forse quattordici anni fa quando con Zaccheroni arrivò terza. È la seconda volta nella storia dell’Udinese, questo ci deve inorgoglire e dare forza. A inizio anno eravamo la squadra a cui tutti hanno detto che rischiava perchè nell’ultimo periodo chi fa i preliminari di Champions poi retrocede. Sampdoria e Chievo sono squadre che somigliano all’Udinese per forza e dimensione. Noi siamo in lotta da due anni di fila e le energie nervose le dobbiamo avere, però non credo che sarà per quello che perderemo o vinceremo, sarà sempre la qualità delle squadre, delle contendenti, che farà la differenza in questo finale di stagione. Per me pensare che da due anni la nostra squadra è lì è motivo di grande orgoglio, di grande motivazione e di grande entusiasmo. Non so per voi ma per me è così. Non so se arriveremo a centrare nuovamente l’Europa, ma è un dato di fatto che, a venti giorni dalla fine della battaglia, siamo ancora lì».

Guidolin convoca Domizzi ed ammette che i problemi sono superati. «Sì, per me non ci sono scorie, non c’è niente. Il capitolo è chiuso. Se dipendiamo da Di Natale? Abbiamo bisogno della sua classe, qualità, inventiva, talento e capacità. A Verona, quando l’ho visto smarcarsi sul lancio finale, pensavo che ce l’avremmo fatta. Di solito non sbaglia, ma è un uomo anche lui. La settimana che abbiamo vissuto insieme l’ha vissuta anche lui e il peso di un campionato nelle gambe lo sente anche lui. Però, secondo me, Totò è uno di quelli che sta meglio».

Secondo Guidolin: «È la seconda volta nella storia dell’Udinese, questo ci deve inorgoglire e dare forza. A inizio anno eravamo la squadra a cui tutti hanno detto che rischiava perchè nell’ultimo periodo chi fa i preliminari di Champions poi retrocede. Sampdoria e Chievo sono squadre che somigliano all’Udinese per forza e dimensione. Noi siamo in lotta da due anni di fila e le energie nervose le dobbiamo avere, però non credo che sarà per quello che perderemo o vinceremo, sarà sempre la qualità delle squadre, delle contendenti, che farà la differenza in questo finale di stagione. Per me pensare che da due anni la nostra squadra è lì è motivo di grande orgoglio, di grande motivazione e di grande entusiasmo. Non so per voi ma per me è così. Non so se arriveremo a centrare nuovamente l’Europa, ma è un dato di fatto che, a venti giorni dalla fine della battaglia, siamo ancora lì».


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