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Oltre il filo”, in anteprima
il documentario di Minigutti

"Oltre il filo" fa luce su uno dei passaggi meno noti della seconda guerra mondiale, l’attività in Italia – tra il 1942 e l’8 settembre del ‘43 – di numerosi campi di concentramento

UDINE. L’anteprima cinematografica che apre, mercoledì 2 maggio alle 20.30 al Visionario, l’ottava edizione di Vicino/Lontano è la prima nazionale del documentario storico Oltre il filo, del regista e produttore friulano Dorino Minigutti. La serata è organizzata in collaborazione con il Centro Espressioni Cinematografiche e con il Tavolo della Pace del Comune di Udine.

Oltre il filo fa luce su uno dei passaggi meno noti della seconda guerra mondiale, l’attività in Italia – tra il 1942 e l’8 settembre del ‘43 – di numerosi campi di concentramento, dove furono internati gli abitanti di interi villaggi sloveni e croati delle zone occupate dall’esercito italiano. Contrariamente ai campi di sterminio nazisti, divenuti luoghi della memoria, i campi di prigionia italiani furono smantellati al termine della guerra. Del campo di Gonars, aperto nella primavera del 1942, su cui si concentra la ricerca di Minigutti, restano oggi soltanto le latrine di cemento in un campo di mais. Eppure in quello stesso luogo, in diciotto mesi morirono oltre 400 persone di cui 71 bambini sotto l’anno di età.

Oltre il filo ricostruisce gli eventi storici, dall’ingresso delle truppe italiane a Lubiana nell’aprile del 1941 alle violenze di cui si resero colpevoli i soldati nelle zone occupate – gli incendi, le fucilazioni, le deportazioni di massa –, ma soprattutto racconta l’esperienza infantile dell’internamento nel campo. Cosa significa per un bambino la detenzione, la privazione della libertà, dell’acqua e del cibo? Quali traumi subisce chi da piccolo diventa testimone oculare della morte di tante persone, tra cui parenti stretti, a volte gli stessi genitori? Quali sono i “segni invisibili” che si porta dentro anche nella vita adulta? Per capirlo ci si affida ai ricordi dei sopravvissuti – i bambini di allora, oggi anziani – chiamati a testimoniare l’orrore subito, in un doloroso e forse liberatorio viaggio nella memoria. Si ascoltano anche le voci di chi, bambino a Gonars nel 1942, ricorda di aver osservato – senza capire, allora – quei piccoli prigionieri “oltre il filo”, emaciati e mal vestiti.

Alle testimonianze di oggi e ai racconti di ieri – i temi scolastici composti dai bambini alla fine della guerra – si affianca la potenza evocativa dei disegni. Alcuni hanno il tratto infantile degli stessi bambini, che li fecero durante la loro permanenza a Gonars (molti sono stati messi a disposizione dalla figlia del dottor Mario Cordaro, che fu medico al campo), altri sono disegni dei giovani artisti dell'Accademia di Lubiana, anche loro internati. La riflessione continua osservando i disegni realizzati dai bambini bosniaci negli anni ’90, e dai bambini del Medio Oriente e del Darfur, a segnalare un drammatico filo rosso con un passato più recente e con un presente che continua a ignorare la fragilità e il diritto di tutela dell’infanzia.

Oltre il filo (durata 82’), di cui esiste anche una versione breve per la televisione, è il primo esempio di co-produzione transfrontaliera dell’area Alpeadria, ed è stato realizzato da Agherose e Immaginaria (Italia), Zavod Kinoatelje (Slovenia) e Focus-Media (Croazia). Minigutti ha collaborato con un gruppo di produzione internazionale, di cui fanno parte il direttore della fotografia Bruno Beltramini, il montatore Sanjin Stanic', il musicista Aleksander Ipavec, le aiuto registe Maja Stegovec e Ivana Paskvan, il tecnico del suono Francesco Morosini e Ernesto Zanotti, che ha curato l’animazione dei disegni. Il film è stato cofinanziato dal Fondo Regionale per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, il Ministero della Cultura sloveno, il Fondo per l’Audiovisivo della Croazia, il Comune di Gonars, le città di Rijeka e Kastav. Hanno inoltre contribuito alla realizzazione del film la RAI - sede regionale del Friuli Venezia Giulia, e le TV nazionali slovena e croata.

La serata udinese prevede dopo la proiezione un incontro

con lo storico Carlo Spartaco Capogreco, docente dell'Università della Calabria e presidente della Fondazione Ferramonti, con Dario Mattiussi, Segretario del Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale Leopoldo Gasparini, e con l’autore del documentario Dorino Minigutti.

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