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Proposte al governo Monti:
cosí si contrasta la precarietà

Equità, giustizia, lavoro al centro dei confronti con Paolo Cacciari e Tito Boeri. Dal 3 al 6 maggio riflessioni su come uscire dalla crisi, moderano Allievi e Pacini

UDINE. Equità e giustizia, in un tempo globalizzato che impone pesanti e crudeli precarietà. Sono i temi centrali del prossimo festival vicino/lontano, in programma dal 3 al 6 maggio a Udine. Ai quali daranno risposte concrete – quasi a voler fornire utili suggerimenti al governo Monti – personalità quali Tito Boeri e Paolo Cacciari, solo per citare due dei piú attesi protagonisti delle giornate del festival. Quale rapporto esiste tra i concetti di bene e di giusto in una società liberale che voglia essere davvero democratica? Quali sono i princípî di una giustizia equa, che tutte le componenti della società possano razionalmente accettare e condividere? Quale è l’impatto dell’attuale crisi finanziaria ed economica sulle nuove e diverse forme di disuguaglianza nel nostro paese e nel mondo? È possibile – e come – costruire società piú giuste, che riescano a garantire diritti e dignità anche a chi rimane escluso dal mercato del lavoro globalizzato? Sono queste alcune delle questioni-chiave che saranno affrontate.

L’argomento sarà dibattuto in particolare nei due confronti della mattina di sabato 5. Nel primo (alle 9.30), Giacomo Marramao, Nadia Urbinati e Virginio Colmegna, moderati da Stefano Allievi, membro del comitato scientifico di vicino/lontano, faranno il punto sul rapporto fra “il bene e il giusto”, due termini in perenne tensione che restano centrali nella vita sociale, nella riflessione religiosa e nella pratica politica delle società liberali. Nel confronto successivo, Diseguali – Fare i conti con l’ingiustizia distributiva (alle 11.30), l’attenzione si sposterà su un tema di assoluta attualità. Con la forza inoppugnabile dei numeri, il dibattito sulle disuguaglianze è infatti rientrato nell’agenda politica di paesi nei quali un benessere generalizzato aveva attenuato il divario tra le persone, sia  in termini di reddito che di opportunità.

E tuttavia, se la parola equità è rientrata di prepotenza nell’agenda della politica – nel caso italiano è una delle piú pronunciate dai "tecnici" alle cui cure il Paese si è affidato –,  a questa rentrée non sembrano corrispondere atti conseguenti. E la forbice, globale e locale, continua ad allargarsi. Moderati dal giornalista Marco Pacini, ne discuteranno Tito Boeri, Antonio Calabrò, e Sebastiano Maffettone. A riprova della centralità dei concetti di “bene” e di “giusto”, da cui non può prescindere qualsiasi dibattito sullo spazio pubblico, la politica, l’economia, l’etica e la bioetica, l’argomento sarà inevitabilmente toccato nel corso di molte altre riflessioni, a partire dal primo confronto, giovedí 3 (alle 20), Quale misura per il presente? con Paolo Cacciari, Gilberto Corbellini e Arnaldo Cecchini che di fronte alla complessità del presente sosterranno la necessità di trovare una nuova alleanza tra scienza e democrazia e di dare, tramite un’etica della responsabilità, un nuovo peso a parole come equità, sobrietà, rigore, partecipazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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