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Passera: il Nordest
traina l’economia

Il ministro interviene a Vicenza al Festival Città Impresa: «Si può tornare alla crescita». Più di 300 le aziende Fvg premiate

VICENZA. «Se l’Italia fosse tutta come il Nordest sicuramente non farei questo nuovo mestiere». L’attestato di stima arriva dal ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, ieri all’apertura del Festival delle Città Impresa a Vicenza. «Qui più che altrove si possono attirare attività brain intensive». Il ministro ha assistito alla consegna del Premio Città Impresa, un’iniziativa unica che ha “ricompensato” idealmente i 1.000 fabbricatori di idee del Nordest (più di 300 quelli del Friuli Venezia Giulia, Regione rappresentata dal vicepresidente Luca Ciriani).

Una provocazione forte e una sfida quella dei 1.000 fabbricatori di idee, pensata da Filiberto Zovico, direttore del festival delle Città Impresa ed editore di Nordesteupa.it e ilnordest.eu, che porta in sedicesimi l’idea stessa del Nordest. La sua pluralità e la forza di una crescita (storica) dirompente che ne ha fatto il traino dell’economia nazionale. E che per il ministro resta uno dei motori principali del Paese. «Il Nordest è uno di quei pezzi d’Italia che spinge avanti il resto - ha detto Passera - anche in anni difficilissimi come è stato l’ultimo. Ha creato decine di migliaia di nuove aziende, occupazione, anche in un momento come questo, e con l’andamento delle esportazioni dimostra che se si fanno le cose giuste si può tornare alla crescita».

E le cose giuste per il ministro sono innovazione e internazionalizzazione. Sono le cifre della crescita. Ciò che «manda avanti alcuni e lascia indietro altri è la capacità di innovare. E’ qui che si vedono i leader. Non si vedono solo nelle fasi di difficoltà, le aziende che vanno benissimo, cercano il meglio dappertutto. Le regioni del Nordest ne sono la dimostrazione». Ma per favorire innovazione, internazionalizzazione, reti d’impresa e «attaccare i problemi gravi del costo dell’energia e del credito e della burocrazia, il governo ha programmi concreti e chiari». In questo contesto, «le start up saranno un contributo importante per lo sviluppo delle imprese - ha precisato Passera - e la prossima estate prenderemo un provvedimento significativo in questo settore».

Ecco perché i fabbricatori di innovazione non devono rimanere nascosti, ma devono essere conosciuti e celebrati. Il Nordest «è una realtà che dimostra che l’Italia ce la può fare. Per questo credo che quello di oggi sia stato il posto giusto dove venire per raccogliere energia», ha proseguito il ministro. «Premiare mille fabbricatori di idee, significa narrare un pezzo d’Italia che non tutti conoscono. Poche macro-aree del Paese avrebbero potuto farlo così». E ha aggiunto: «Mi sembra che il Nordest, con iniziative come quella di oggi e come la candidatura a capitale della cultura, dimostra di saper mettere assieme le diverse regioni, le Province, la politica e l’imprenditoria e abbia fatto un grande grande passo avanti». Il volto degli innovatori che possono continuare a fare il Nordest somigliano tutti a Federico Morello, fondatore di friulADD e PaneDigitale, il diciassettenne di Lestans che è riuscito con la sua iniziativa a portare la banda larga nel piccolo comune montano e ora è uno dei promotori per superare il digital divide in altre piccole amministrazioni con un progetto nazionale. E somigliano al 23enne Kristian Guerra vincitore dell’International Talent Support che ha ricevuto il riconoscimento da un altro grande innovatore del Nordest, Renzo Rosso.

Questa è la locomotiva che merita di essere aiutata anche ad attrarre investimenti. Questo è il territorio che chiede più degli attestati di stima degli impegni precisi. Perché se è vero, come ha detto ieri Passera, che un territorio come il Nordest potrebbe essere una calamita per gli investimenti esteri, lo sarà solo a patto che il governo centrale sia in grado di dare delle certezze, in tema di burocrazia e di puntualità dei pagamenti, prima di tutto.

«Amministrazione centrale e locale devono rendere attraenti gli investimenti esteri nel nostro Paese», ha aggiunto Passera . «È chiaro che il nostro Paese non ha fatto abbastanza, ma c’è voglia di venire a fare nuove aziende qui da noi. Bisogna creare le situazioni in termini di trattamenti fiscali, sburocratizzazione, funzionamento della macchina giudiziaria perchè le lungaggini della giustizia civile e commerciale sono penalizzanti». Per gli investitori inoltre, secondo Passera, è fondamentale che le amministrazioni locali parlino tutte con voce unica, «c’è da fare uno

sforzo delle amministrazioni locali per garantire una velocità di decisione che spesso non c’è».

Per riuscirci è necessario, ha concluso il ministro, forzare il cambiamento perché «è molto più comodo per le burocrazie fare come si è sempre fatto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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