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La polizia ferma il pullman, donatori bloccati per ore

San Vito di Fagagna, il conducente non avrebbe rispettato i tempi di riposo Il fatto a Borgo Panigale (Bologna). Un altro autista è giunto dal Friuli

SAN VITO DI FAGAGNA. Brutta avventura per i donatori di sangue della sezione di San Vito di Fagagna. La sezione del comune collinare aveva organizzato alcuni giorni fa una gita per iscritti e simpatizzanti a Lucca. La corriera con circa 50 partecipanti è partita verso la destinazione, ma ha fatto una tappa nella zona di Bologna e precisamente a Borgo Panigale per visitare la famosa fabbrica della Ducati.

Al momento del parcheggio è però arrivata la Polizia municipale locale, che ha immediatamente richiesto all’autista del pullman i dischi orari degli ultimi 28 giorni. Sono i cosiddetti dischi cronotachigrafici che regolamentano il lavoro dei conducenti in base a un numero di ore prestabilito nel mese. I vigili di Borgo Panigale hanno riscontrato e contestato il numero di ore svolte dall’autista dipendente di una società della destra Tagliamento.

È uno dei donatori di sangue di San Vito, Guerrino Del Negro a raccontare cosa è successo dopo: «Non è servito a nulla spiegare ai vigili – racconta Del Negro – che il nostro autista aveva ancora 7 giorni per coprire le soste previste. Quindi c’è stato il ritiro immediato della patente e il pagamento in contanti sul posto della contravvenzione. Erano le 11.30 del mattino e la ditta proprietaria della corriera si è subito prodigata per mandare un altro conducente. Non ci hanno permesso di spostarci nemmeno di qualche km per trovare un punto di ristoro.

Fino alle 17 non ci siamo mossi da quel parcheggio. Sottolineo che con noi c’erano dei minori e delle persone anziane e che c’era la necessità fisiologica di usare delle toilette». «Segregati in un parcheggio pubblico: ecco come ci siamo sentiti – ha proseguito il signor Guerrino – sono dispiaciuto perché ci è sembrato che sia stata compiuta un’ingiustizia. E’ vero che la ditta proprietaria del mezzo si è attivata per risarcire i danni materiali e morali, ma non è stato bello stare fermi tante ore senza motivo, a parer mio, perché, ripeto, è stato spiegato che l’autista aveva ancora tempo per coprire i riposi. Una volta arrivato il sostituto siamo partiti alla volta di Lucca dove abbiamo pernottato».

Questo, dunque, il racconto sulla gita “rovinata” dei donatori di sangue di San Vito. Un gruppo che si è sempre distinto, come tutti i rappresentati dell’Afds, per la serietà, il gran numero di donatori attivi e la solidarietà dimostrata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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