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Elettrodotto, ora spunta il no della Carinzia

Sindaci sempre divisi sull’opera, domani un incontro pubblico a Cercivento. Gli industriali aspettano l’ok del ministero: opera strategica di pubblica utilità

CERCIVENTO. Si riaccende l’attenzione sull’elettrodotto Würmlach-Somplago e in particolare su “Ciò che la politica non dice”: s’intitola così l’incontro pubblico organizzato dal Comune di Cercivento per domani alle 20 alla “Cjase da int” con invito alla popolazione di parteciparvi.

Dopo le ultime indiscrezioni che vorrebbero l’elettrodotto transfrontaliero chiesto dalle imprese Pittini, Fantoni e Burgo bocciato dal Governo carinziano (e se è vero il progetto non va avanti), esultano i Comitati e molti cittadini. Aderirono a migliaia alle manifestazioni di piazza a Tolmezzo e a Paluzza tra 2010 e 2011. Vi partecipò anche una folta delegazione austriaca. In attesa di conferme, non mancano intanto gli strali contro la politica regionale, in primis da parte del sindaco di Cercivento, Dario De Alti. Il suo Comune e quello di Paluzza sono tra i più strenui oppositori, per l’impatto sul territorio, alla realizzazione dell’infrastruttura, bocciata anche da Zuglio.

Posizioni più possibiliste, a fronte però di compensazioni economiche congrue di cui ad oggi non si ha notizia, quelle dei Comuni di Tolmezzo e Cavazzo Carnico. A irritare De Alti erano state le dichiarazioni, prima della notizia del no austriaco, del presidente della Regione, Renzo Tondo, davanti all’assemblea di Confindustria, a cui confermava la realizzazione dell’elettrodotto, aggiungendo che lo diceva sapendo di giocarsi parte del consenso.

«Lo ha dichiarato – sbotta De Alti – davanti agli industriali, che per questo presidente regionale contano ben di più del consiglio regionale, dei Comuni, delle popolazioni interessate». Anche Antonino Galassi del Comitato Acqualibera boccia quell’uscita: «Ritengo inaccettabile – dice – la frase da lui usata, perché credo che dovere d’un rappresentante massimo delle istituzioni sia quello di ascoltare la voce del suo territorio. Condivisione e rispetto per il territorio sembrano vocaboli sconosciuti, il loro valore è stato completamente disatteso. Diversamente accade in Carinzia, che ha dato parere negativo alla messa in opera dell’elettrodotto, perché per la Valutazione di impatto ambientale è determinante il parere dei municipi interessati all’opera».

Inevitabile la soddisfazione anche per Carnia in movimento alla notizia trapelata da Klagenfurt anche per il fatto che da parte austriaca non è passata inosservata la massiccia partecipazione dei cittadini carinziani alle manifestazioni di Paluzza e Tolmezzo. Un legame tra oppositori all’elettrodotto nato con la manifestazione a passo Monte Croce Carnico nel 2007. E non manca chi evidenzia la diversa considerazione data alla voce dei cittadini e dei Comuni da parte del governo carinziano rispetto a quello del Fvg.

Intanto i proponenti dell’elettrodotto attendono notizie sull’iter, come spiega il capo progetto di Alpe Adria Energia, l’ingegnere dell’Enel Fabrizio Scaramuzza, che osserva: «La procedura ha tempi lunghi, a ogni integrazione documentale vanno attese le varie osservazioni e passano tre mesi. Noi oggi abbiamo la delibera emanata a suo tempo dalla Regione sul carattere strategico

e sulla pubblica utilità della struttura, specie in questo periodo di crisi. Siamo in attesa della pronuncia di compatibilità ambientale: aspettiamo notizie a livello ministeriale. Poi bisognerà chiudere gli atti compensativi con i Comuni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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