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Evasione e false fatture condanna a 5 anni e 6 mesi

È la pena inflitta a un imprenditore: amministrava società raggirando il Fisco Riconosciuto colpevole anche l’allora legale rappresentante della Sinergy srl

Un lungo elenco di società con sede all’estero e domicilio fiscale a Udine, una ancor più lunga lista di fatture inesistenti e una serie di dichiarazioni dei redditi ora lacunose e ora opportunamente gonfiate. Per ricostruire il complesso carosello delle attività creato e gestito ad hoc dall’imprenditore 52enne Giovanni Russo, alla Guardia di finanza sono serviti anni di certosine indagini e un numero esagerato di udienze. Alla fine, però, la sentenza è arrivata e, al di là di qualche dichiarazione di “non doversi procedere” per intervenuta prescrizione, non è certo di quelle destinate a passare inosservate: 5 anni e 6 mesi di reclusione, oltre a una sfilza di pene accessorie, il verdetto pronunciato dal giudice monocratico del tribunale di Udine, Mauro Qualizza.

Una condanna che, comunque, va a colpire “soltanto” 12 dei 21 capi d’imputazione che il procuratore aggiunto, Raffaele Tito, aveva contestato al Russo (in alcuni casi, in concorso con alcuni degli altri dieci imputati, quasi tutti usciti “puliti” dal processo) e relativi a reati che vanno dall’evasione delle imposte all’appropriazione indebita. Nel dispositivo, il giudice ha inoltre dichiarato l’imputato - che risulta domiciliato presso lo studio del proprio difensore, avvocato Stefania Bertoldi, di Treviso - interdetto dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, incapace di contrattare con la pubblica amministrazione e interdetto dai pubblici uffici per tre anni, nonchè interdetto in perpetuo da uffici di componente di commissioni tributarie e per tre anni e sei mesi da funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria. Sentenza di condanna anche per Carmine Simone Bonfrate, 40 anni, di Udine, al quale il giudice ha inflitto una pena di 1 anno e 4 mesi, oltre alla stessa serie di interdizioni con durata pari a quella della reclusione, per il solo capo che lo vedeva chiamato a rispondere, come legale rappresentante della Sinergy srl - di cui Russo era l’amministratore di fatto -, dell’accusa di avere indicato elementi passivi fittizi per un totale di oltre 1 milione 700 mila euro nelle dichiarazioni 2003 e 2004. Il tutto, avvalendosi di fatture inesistenti. Cioè con lo stesso meccanismo contestato a Russo anche per altre società. A cominciare dalla Best Trading Deals srl ltd, con sede a Londra e di cui pure era l’amministratore di fatto. Tra le ipotesi per le quali è stato riconosciuto colpevole, appunto, l’emissione di fatture attestanti operazioni inesistenti, al fine di consentire a terzi l’evasione delle imposte, oltre che l’omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali dal 2002 al 2004, con un’imposta evasa superiore a 77 mila euro, e la distruzione o comunque l’occultamento di fatture, documenti di trasporto e tutte le scritture contabili obbligatorie, onde impedire la ricostruzione dei redditi e del volume d’affari della società. Contestazioni analoghe anche per la Prestige srl Inc e la Salvagente srl Inc, dove si sarebbe anche appropriato delle somme indicate in tre fatture, per un ammontare complessivo di circa 62 mila euro.

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