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Lega Nord, Fontanini verso la conferma, ma la sfida è il 2013

Il presidente della Provincia di Udine verso la segreteria bis. Domenica congresso con il peso degli scandali di casa Bossi

UDINE. La Lega Nord si avvicina a grandi passi alla conferma di Pietro Fontanini alla segreteria. L’incarico bis al presidente della Provincia di Udine sarà sancito dal congresso di domenica prossima, ma le riunioni della vigilia hanno impostato il percorso. Con grande probabilità sarà un congresso unitario e la scelta di Fontanini viene letta da molti come un passo decisivo in chiave 2013, come un’ottima notizia per Renzo Tondo e la propria coalizione.

Il vertice leghista di venerdì sera ha fotografato una situazione delicata, in cui ambizioni personali si mescolano per forza al futuro del partito. La Lega che si avvicina al congresso di Pagnacco lotta con l’incubo di essere travolta dagli scandali della famiglia Bossi e dell’ex tesoriere Belsito. La relativa marginalità della dirigenza friulgiuliana tra i nomi in vista del Carroccio si è rivelato un buon antidoto, ma i timori sul consenso ci sono.

Riuscirà la Lega a confermare il 12,9% del 2008 in Regione e il 13% alla Camera? Nel partito le risposte non arrivano e la tornata amministrativa di inizio maggio è stato un test quasi inutile. Ma deputati e senatori del Carroccio si sono chiesti tutti se nel 2013 il loro seggio sarà ancora disponibile o se, invece, non fosse giunto il momento di tornare in Friuli, magari con un impegno nel partito. Era questa una delle motivazioni alla base della possibile «sfida» degli onorevoli a Fontanini. Ma la frattura è stata evitata. «È andata bene, dai», ha detto un parlamentare commentando la riunione di venerdì sera.

I potenziali avversari del presidente della Provincia di Udine sono (o erano) tre: l’uomo degli onorevoli, il senatore più in vista, ovvero Mario Pittoni, l’ex segretario di Pordenone, Enzo Bortolotti, e il deputato triestino Massimiliano Fedriga. Pittoni avrebbe dato ampie garanzie di sostegno a Fontanini, più interessato a continuare il lavoro su alcuni progetti politici in Parlamento.

Bortolotti è apertamente in cerca di una candidatura in Consiglio regionale. C’è chi pensa che potrebbe sfidare Fontanini per ottenere visibilità, ma in molti nel partito scommettono che alla fine imbastire una battaglia perdente potrebbe essere una mossa azzardata: piuttosto - è stato consigliato a Bortolotti - sostenga la linea maggioritaria e aspetti il 2013. Infine, Fedriga: il deputato è stato guardato con sospetto per alcuni movimenti inconsueti, di recente, tra le province di Udine e Pordenone.

Tutti sanno che la Lega, in Friuli Venezia Giulia, “esiste” grazie ai numeri di Udine e le percentuali di Pordenone, e così il triestino (e commissario a Gorizia) ha varcato il confine immaginario di Palmanova per provare a lanciare il rinnovamento nel partito, forte dei suoi 32 anni ancora da compiere.

Alla fine, però, Fontanini è sostenuto sia da Danilo Narduzzi che da Matteo Piasente e dalla maroniana Federica Seganti. E veleggia così verso la conferma, dopo un congresso con un solo candidato. Guardando alle regionali 2013, la scelta della Lega pare poter tranquillizzare gli alleati del Pdl. Fontanini viene descritto come istituzional-governativo e potrebbe confermare l’asse con Tondo nonostante le incoerenze tra i rispettivi partiti, anche per essere ricandidato alla

Provincia.

Tutto risolto? No, perché il grande dubbio che attanaglia leghisti e pidiellini, e di conseguenza mette in crisi gli equilibri, dopo l’impugnativa del governo, è uno: nel 2013 si voterà davvero per la Provincia di Udine o sarà abolita?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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