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«La mia grammatica per l’America»

Parla lo scrittore udinese un cui brano è stato inserito nel manuale di lingua italiana per gli Usa

UDINE. Per un autore che, nei suoi libri, ha scelto di approfondire soprattutto il tema dei migranti, avere la possibilità di diventare un riferimento per tutti coloro che, nei paesi di lingua inglese, vogliono imparare l’italiano (tra questi, anche molti figli di emigrati), costituisce senza dubbio un motivo di grande orgoglio.

Lo sa bene Max Mauro, scrittore e giornalista nato in Svizzera ma figlio di emigranti friulani, che si è visto inserire un brano del libro La mia casa è dove sono felice (KappaVu, 2005) nella nuova edizione della prestigiosa grammatica di lingua italiana Da Capo, la più utilizzata nelle università statunitensi e dei paesi di lingua inglese.

Il brano, titolo Il mondo dei piedi freddi, è stato selezionato per rappresentare, agli studenti di italiano, il tema dell'immigrazione e del lavoro nel Bel Paese. «La decisione è stata una vera sorpresa per me – afferma Max Mauro –, hanno scelto un brano del libro a mia insaputa, facendolo diventare materiale di formazione per gli studenti di lingua italiana».

A meravigliare l’autore friulano, soprattutto il fatto che La mia casa è dove sono felice, inizialmente, non fosse distribuito in tutta Italia, essendo stato pubblicato da una piccola casa editrice. «Evidentemente, a contribuire alla sua conoscenza – spiega Mauro – è stato il riconoscimento ottenuto al premio internazionale “Città di Borgotaro. Raccontare l’emigrazione”, promosso dalla Provincia di Parma e dalla Fondazione Cariparma. Un volume pensato per un pubblico locale che poi ha ottenuto un successo inaspettato».

La grammatica di lingua italiana Da Capo, alla sua settima edizione, è strutturata in quattordici capitoli, ognuno dei quali presenta, quale materiale di lettura ed esercitazione, un estratto da un classico della letteratura italiana o di autori contemporanei. Max Mauro è stato inserito in un ristretto gruppo di autori classici come Dino Buzzati e Natalia Ginzburg, e di scrittori più attuali quali Beppe Severgnini e Susanna Tamaro.

«L’inclusione di un mio scritto nella grammatica mi ha veramente spiazzato – racconta ancora Max Mauro – e non riesco ancora a darmi una spiegazione. Non ho mai avuto un rapporto diretto con chi ha curato la pubblicazione Da Capo, ma mi sono ripromesso di farlo quanto prima per scoprire perché hanno scelto proprio il mio brano Il mondo dei piedi freddi».

La prima volta che Max ha sfogliato la grammatica con il suo scritto è stata davvero una doppia emozione. Perché, in attesa che una copia arrivasse nella sua casa di Udine, ha avuto modo di scoprirne un esemplare nell’archivio della biblioteca dell’Università di Dublino, dove sta completando un dottorato di ricerca sullo sport e sull’integrazione dei figli di immigrati.

Nel libro La mia casa è dove sono felice – giunto alla terza ristampa, da poco disponibile in libreria –, Mauro affronta il tema dei migranti attraverso quattordici storie di vita, sette di emigrazione e sette di immigrazione, compiendo un viaggio nel tempo tra Italia, Canada, Svizzera, Germania, Francia, Argentina e poi Senegal, Moldavia, Eritrea, Bosnia, Marocco e altri paesi, dando così una chiave di lettura sui cambiamenti avvenuti in Italia negli ultimi sessant’anni.

Un libro costruito come un’inchiesta giornalistica, scritto con un linguaggio immediato e scorrevole e che, forse proprio per queste sue caratteristiche,

è stato inserito nella grammatica di lingua italiana. «Emigrati e immigrati sono la stessa cosa – conclude Mauro –, ma vista da due punti di vista diversi. Anche il friulano è stato un immigrato. Anche il marocchino è un emigrato. Entrambi sono emigranti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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