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Morta a 39 anni
l’olimpica Nadalin

Canoista, aveva partecipato ai Giochi di Atlanta: da dieci anni lottava contro il male. Il commosso ricordo di De Anna e Biz

CORDENONS. Lutto nel mondo dello sport provinciale e regionale. È mancata ieri pomeriggio all’ospedale di Udine, alle 15.30, Barbara Nadalin, olimpionica di canoa. All’origine del decesso una malattia dal nome complesso: la piastrinopatia.

Laureatasi in ingegneria al polo universitario di Pordenone lavorava alla Palazzetti di Pordenone. Lascia nel dolore la madre Luciana e il fratello Raffaele, che vive a Polcenigo, i quali l’hanno assistita fino alla fine: il padre Vanes era morto due anni fa per infarto. Viveva in viale Dolomiti 40, di fronte al ristorantino Snoopy, nel quartiere di Tramit, a Cordenons, la sua città. Soprattutto la città doveva aveva iniziato ad allenarsi sul Noncello, e a inseguire quel sogno, infine realizzato: partecipare ai Giochi olimpici. Aveva preso parte alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. I funerali non sono stati ancora stati fissati.

Barbara Nadalin lascia un vuoto immenso nello sport provinciale. Nata il 22 dicembre del 1972, come ricorda l’enciclopedia internet Wikipedia, ma nella versione inglese (contrariamente a quella italiana le ha dedicato una pagina), aveva iniziato a gareggiare giovanissima, nel 1986. Quindi la grande scalata, con le partecipazioni alle Olimpiadi del 1996 nella quale si era classificata quindicesima nel K1. In quell’anno magico, oltre alla partecipazione olimpica, Barbara aveva conseguito una medaglia di bronzo nella specialità K1 team ai campionati europei di Ausburg.

«Barbara era una bella persona – ha ricordato ieri sera commosso l’assessore allo sport regionale Elio De Anna, ex sportivo e come lei di Cordenons - Tra le ragazze che si conoscono ti accoglieva sempre sorridente, era entusiasta della vita. È stata anche un’atleta di portata internazionale, una grande atleta in una disciplina non facile, di enorme fatica. Ha aperto una strada, che è percorsa attualmente da una generazione che ha in Daniele Molmenti l’espressione più alta a livello italiano e internazionale». De Anna ha aggiunto un ulteriore pensiero. «Voglio pensare a lei, che ha attraversato tempi duri, con grande spontaneità».

La notizia della scomparsa di Barbara Nadalin ha cominciato a diffondersi nella sua Cordenons soltanto in serata. Ma gli amici, quelli veri, quelli che non l’hanno mai lasciata, lo sapevano quasi da subito. Luca Biz, fiduciario provinciale per la Federazione

Italiana Canoa Kayak, la ricorda così: «Nonostante la malattia che la tormentava da dieci anni nel 2011 volle partecipare ai campionati italiani master a Cuneo. Vinse il titolo italiano». Barbara era così. Determinata fino in fondo. Fino alla fine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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