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L’Ater Gorizia vuole vendere 31 alloggi per sistemarne altri

Si tratta di abitazioni giudicate non più “strategiche”. Ma l’azienda deve fare i conti con un mercato quasi fermo

GORIZIA. L’Azienda territoriale di Gorizia mette in vendita trentuno alloggi situati in diversi comuni della provincia. È un’operazione che l’Ater ripete ogni anno al fine di ricavare soldi da poter investire in interventi di ristrutturazione di altri fabbricati di proprietà. Si tratta di appartamenti i cui costi per la manutenzione sono giudicati troppo onerosi o, nella maggior parte dei casi, di alloggi di cui l’azienda intende liberarsi perchè impossibilitata a gestirli come vorrebbe.

Succede, con una certa frequenza, che in un condominio l’Ater risulti proprietaria di un unico appartamento: è chiaro che decidere se ristrutturarlo e in che modo può risultare difficile, alla luce del fatto che l’azienda dovrebbe comunque confrontarsi con gli altri condòmini. Il problema non si pone nei casi in cui la stessa Ater è proprietaria di tutti, o della maggioranza, degli appartamenti di uno stabile, avendo in questo modo maggior libertà di azione.

Nella lista che pubblichiamo a fianco, si può notare come tutte le abitazioni in vendita abbiano un prezzo inferiore ai 100 mila euro: i più costosi risultano quelli di via Grieco, a San Canzian, il cui valore supera di poco gli 82 mila euro. Il meno caro si trova a Doberdò, in via Trinko, e si aggira sui 25 mila euro.

Il bando pubblicato dall’Ater scadrà il 31 dicembre. Ci sono delle precedenze da rispettare nelle operazioni di vendita: ad avere il diritto di prelazione sono, nell’ordine, l’inquilino che occupa l’alloggio (a meno che quest’ultimo non sia libero), i suoi parenti, chi occupa una posizione nelle graduatorie dell’Ater, poi le cooperative e chiunque dimostri interesse all’acquisto.

Nel caso ci fossero uno o più soggetti interessati allo stesso appartamento, spetta all’azienda convocare le parti interessate. Chi sarà in grado di presentare l’offerta migliore, superiore pertanto al prezzo fissato dal bando, potrà aggiudicarsi l’alloggio.

«La strategia dell’Ater - si affretta a sottolineare il presidente, Pietro Zandegiacomo Riziò - è quella di vendere dove il nostro potere decisionale è minore, al fine di ricavare fondi utili a migliorare con interventi mirati altre residenze. Oggi, tuttavia, dobbiamo fare i conti con un mercato stagnante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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