Menu

Livarna, entro l’anno test italo-sloveni

Sì di Lubiana alle verifiche congiunte Arpa-Arso per l’inquinamento generato anche in città dalla fonderia di Salcano

Entro l’anno l’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente del Friuli Venezia Giulia) e l’omologo ente sloveno, l’Arso, realizzeranno congiuntamente un articolato monitoraggio per verificare le condizioni ambientali e i livelli di inquinamento nella zona nord di Gorizia, da anni alle prese con le emissioni della fonderia slovena Livarna.

«Il ministero dell’ambiente sloveno, dopo averci preliminarmente anticipato la disponibilità all’effettuazione dei controlli lo scorso inverno, ci ha confermato nelle scorse settimane la volontà di collaborare con la nostra agenzia regionale nelle operazioni necessarie a individuare eventuali fonti inquinanti», spiega Francesco Del Sordi, assessore comunale alla tutela ambientale.

Sarà con ogni probabilità necessario attendere ancora qualche mese prima che i controlli sul campo possano effettivamente essere eseguiti dai tecnici delle due agenzie: ultimate le procedure burocratiche obbligatorie per poter effettuare il monitoraggio in maniera congiunta tra le due strutture ambientali, entreranno in azione i professionisti, che effettueranno sia rilievi atmosferici che carotaggi nel terreno, per individuare l’eventuale presenza di agenti inquinanti nel terreno dell’area di Montesanto.

Già nel 2010 fu eseguita dai tecnici dell’Arpa, della Regione, della Provincia e del Comune una serie di campionamenti del suolo: gli esami, eseguiti all’epoca in due distinti momenti, avevano evidenziato sforamenti minimi e a livello superficiale, che comunque avevano richiesto, in base alle normative vigenti, l’attivazione della procedura di valutazione di rischio. In particolare, i 44 carotaggi effettuati avevano consentito il rinvenimento in 17 casi tracce di stagno, in cinque tracce di idrocarburi e di cadmio, in tre di rame, piombo e zinco. Ora, la svolta: i controlli messi in campo in passato da Arpa e Arso avevano fornito risultati in alcuni casi distonici, rendendo di fatto impossibile la soluzione di un problema che attanaglia la comunità di Montesanto da quasi tre lustri. I monitoraggi eseguiti in maniera coordinata e congiunta tra le due agenzia potrebbero dunque chiarire una volta per tutte se effettivamente le emissioni della fonderia di Salcano costituiscano un pericolo per l’integrità ambientale dell’area di Montesanto e per la salute dei residenti della zona nord del capoluogo isontino.

In un quadro complessivo su cui spiccano i toni della collaborazione

transfrontaliera, resta da capire la posizione della proprietà della stessa industria siderurgica che, fino a questo momento, ha sempre rispedito al mittente le accuse e le richieste di confronto avanzate da parte italiana.

Christian Seu

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro