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Verso le elezioni regionali
Sfida Pdl-Pd sulle riforme

Da Gottardo critiche al programma dei democratici. Venerdì il coordinamento pidiellino. «Ci ostacolano, ma andremo avanti con spending review e tagli alla burocrazia»

UDINE. Il Pdl sfida Debora Serracchiani sui tempi per la riforma degli enti locali. La campagna elettorale è al via: alle proposte lanciate dalla candidata del Pd sabato a Codroipo, affiancata dagli amministratori del centrosinistra, risponde subito il coordinatore del Pdl Isidoro Gottardo, che anticipa i due punti politici chiave della sfida che verrà. Le proposte contenute nel libro verde presentato da Serracchiani vengono subito bollate come «mere enunciazioni». Dal superamento delle Province alle aggregazioni dei piccoli Comuni, alla chiusura degli enti, i commenti del Pdl sono colmi di scetticismo.

L’aspetto che può apparire paradossale è che le idee di Pd e Pdl non sono poi così differenti. Una linea invisibile unisce i due principali partiti sul principio di fondo che potrà portare all’abolizione delle quattro Province, così come sulle strategie per ridurre il numero di micro-Comuni. Non di meno, la critica di Gottardo punge: «Per loro si tratta di enunciazioni, con l’idea di verificarle poi nei contenuti dopo le elezioni regionali. Noi siamo in una fase totalmente diversa perché governiamo e perché riteniamo che la crisi non ci consenta di avere rinvii». Il Pdl andrà a «ragionare sui contenuti delle riforme» già nel coordinamento regionale del 14 settembre, fa sapere Gottardo.

«Non ci possiamo limitare a una politica degli slogan, noi – insiste –, né farci imbrigliare da una volontà di non fare». Da qui l’accusa al centrosinistra: «È del tutto evidente – dice Gottardo – che la strategia di Serracchiani e del Pd è di fare annunci a effetto e non misurarsi sui contenuti. Il Pd non vuole fare nulla da qua alle regionali, e se possibile impedire a Tondo di fare, per annunciare che lo faranno dopo. Per noi è diverso, noi dobbiamo fare subito».

Al coordinamento di venerdì prossimo il Pdl dovrà arrivare con le idee chiare in primis sul percorso da affrontare per superare le Province. «Il punto – ragiona il coordinatore regionale – è come organizzare i livelli amministrativi, sapendo che sarà necessario dialogare con lo Stato».

L’impostazione del Pdl dovrà poi trovare la condivisione degli alleati della coalizione che verrà, Lega in testa. E qua arriveranno puntuali le critiche del centrosinistra: già sabato Serracchiani ha bocciato come non credibile una riforma pensata negli ultimi mesi di legislatura e non ponderata nel tempo a disposizione. In ogni caso, in casa Pdl la campagna elettorale su cui si inizia a ragionare parte dalla convinzione di essere in vantaggio. I primi sondaggi in mano al partito indicano che Renzo Tondo sarebbe in deciso vantaggio su Serracchiani. La forbice arriva a cinque punti di vantaggio nel confronto tra le coalizioni. Ma è ancora presto, le coalizioni di fatto ancora non esistono, e i candidati indipendenti potrebbero pesare.

Il Pdl ha già individuato, comunque, i due temi macro della campagna di Tondo: in primis la riduzione della spesa pubblica con il sogno di arrivare a un taglio delle

tasse. Il secondo – continua Gottardo – è la semplificazione della vita dei cittadini, con «la riduzione della burocrazia e la presenza asfissiante del pubblico nella vita dei cittadini, passando dalla politica dei contributi alla detrazione d’imposta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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