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IL CASO

Manzano riscopre
le lettere
di Caterina al mondo

L’omaggio alla Percoto a duecento anni dalla nascita punta sul prezioso epistolario

MANZANO. Danza, musica, teatro, cinema, letteratura e persino cucina. La figura della scrittrice friulana Caterina Percoto sarà ricordata, a duecento anni dalla sua nascita, in tutte le sue sfaccettature, attraverso diverse forme di espressione artistica in coerenza con un personaggio poliedrico e tutto sommato molto moderno. La Percoto segnò, infatti, con il suo esempio, l’emancipazione delle donne friulane in letteratura, ma anche nel lavoro.

Antonio Tessaro l’assessore alla cultura del comune di Manzano, che organizza Dedicato a Caterina, dal 22 settembre al 18 novembre, ci spiega la genesi del progetto.

Com’è nata l’idea?

«Caterina Percoto incarna l’immagine della donna anticonformista che ha lasciato una vasta produzione letteraria ed è ancora troppo poco studiata e considerata, nonostante il suo messaggio di grande attualità nei suoi scritti. Meriterebbe un approfondimento ben piú ampio, anche fuori del territorio regionale. Cosí nel 2002 è nato il premio letterario a lei intitolato. E a breve partira Dedicato a Caterina, ma il progetto non si esaurisce qui».

Come intendete ricordarla?

«Il nostro obiettivo è quello di continuare lo studio sul personaggio e sulla sua produzione letteraria. Sappiamo che ha un repertorio epistolare molto vasto che non è mai stato approfondito a sufficienza. Grazie al dipartimento di studi umanistici dell’Università di Udine (Fabiana di Brazzà) e di Trieste (Anna Abate Storti), c’è l’intenzione di studiarlo. La Percoto corrispondeva con figure di primo piano. Il progetto è realizzato con la Regione, la Provincia, la Fondazione Crup e una serie di realtà associative molto dinamiche».

Ma come accendere l’interesse delle nuove generazioni?

«Abbiamo scelto la strada della molteplicità delle iniziativa artistiche: per esempio ci sarà una rassegna cinematografica (ogni venerdì dal 5 al 26 ottobre)».

La manifestazione si svolge tra Manzano, San Lorenzo di Soleschiano e Rosazzo.

«Sí, perché Caterina Percoto nasce a San Lorenzo di Soleschiano il 19 febbraio 1812, quindi nel Comune di Manzano. Rosazzo è stata scelta non solo per la bellezza dell’Abbazia, ma anche perché compare spesso nei suoi scritti».

Quale sarà l’iniziativa portante della manifestazione? «Senz’altro il convegno del 17 novembre all’Abbazia di Rosazzo, Tra impegno di vita e ingegno d’arte che guarderà la Percoto in lingua italiana e friulana. Sarà l’occasione per conoscere la sua arte spesa al servizio del bene, e il valore pedagogico dei suoi scritti. Aprirà il direttore del Dipartimento di italianistica dell’Università di Firenze Gino Tellini e parlando delle Nuove prospettive per Caterina Percoto di fatto anticiperà il progetto sul prezioso epistolario della scrittrice». (r.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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