Quotidiani locali

Visentin annuncia: Movimento Friuli
in campo alle regionali del 2013

«In regione manca un partito di raccolta degli interessi locali. E noi siamo la vera alternativa a Tondo e Serracchiani»

UDINE. Gli obiettivi sono presentare la lista in ciascuna delle cinque circoscrizioni, superare lo sbarramento del 4% e far riaccomodare il Movimento Friuli in Consiglio regionale, dopo vent’anni d’assenza. È ben provvisto di determinazione Roberto Visentin, ex leghista che ricoprì i ruoli di senatore e segretario Fvg del Carroccio. Lui e Marco De Agostini, capo storico del Movimento, hanno deciso di buttarsi nella zuffa che sarà la contesa elettorale di primavera. Come “operazione terza”, nè con Renzo Tondo nè con Debora Serracchiani. Anche perché Visentin, che non difetta neppure in schiettezza, ammette che avrebbe preferito, e quindi sostenuto, Sergio Bolzonello come candidato a governatore.

Visentin, il Movimento Friuli ci sarà e correrà solo?

«Sì. De Agostini ha dato la disponibilità del simbolo, garanzia del vero autonomismo in Friuli. Non è un’operazione contro qualcuno, ma per il Friuli, un’opportunità per chi ha cuore l’autonomia e a dicembre cominceremo a raccogliere le firme. Perché in questa regione manca un partito di raccolta degli interessi locali».

Non hanno le stesse ambizioni Front Furlan o Identità e Innovazione?

«Auguri».

Ma non c’è la possibilità di fare squadra?

«Per mia fortuna sono abbastanza vecchio da sapere che le somme di sigle non portano a nulla. Ma siamo di certo disponibili ad accogliere chi vorrà lavorare per il Friuli, come me».

Sarà candidato?

«No, a meno che non serva come operazione di servizio per avere un candidato alla presidenza che poi non verrà eletto, visto che il nostro sistema prevede che passino solo il governatore e il secondo “classificato” tra i candidati alla presidenza».

Non teme che veniate bollati come i “vecchi” della politica o lei come un ex senatore che cerca di rientrare?

«E infatti non ho intenzione di candidarmi e se lo facessi non verrei eletto. Ritengo che la politica sia un mix tra esperienza e rinnovamento, anche perché se la rottamazione è epurazione allora è pura demenza. E poi sono uscito dalla Lega dichiarando cose che 12 anni dopo si sono verificate e posso sfidare chiunque a controllare il mio conto e le mie proprietà prima e dopo aver ricoperto cariche, identici. Ritengo siano titoli sufficienti per potermi dichiarare diverso e per dire come la penso».

Le Province vanno abolite?

«Sì e serve una fase di transizione per l’accorpamento dei servizi tra Comuni. Quando non si vuole far nulla si creano le Commissioni speciali, come appena accaduto in Consiglio. Si deve dire con chiarezza che il percorso per abolire le Province durerà almeno un anno e mezzo».

Quali sono le nuove ragioni della Specialità Fvg?

«Devono essere basate sulla velocità del sistema per l’economia e su una nuova detassazione. E poi il Fvg, che è confine, deve dimostrare di essere Europa prima degli altri».

Non sosterrete nè Tondo nè Serracchiani dunque?

«No, anche perché personalmente aver sostenuto Bolzonello. So che dicendolo non gli faccio un favore e non è una critica al Pd, ma a Bolzonello riconosco meriti e capacità. Voglio potermi confrontare su idee e proposte e so che con lui è possibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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