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La Lega mette i paletti a Tondo: «No a minestre riscaldate nel 2013»

Il segretario regionale del Carroccio detta le condizioni per confermare l’alleanza di centrodestra: «Bisogna concentrarsi su questioni fondamentali come il lavoro e la fiscalità di vantaggio»

UDINE. Matteo Piasente vuole una Lega che strepiti meno che in passato. Guarda con fiducia a una lenta ma progressiva ripresa del consenso. Non grida, capisce che l’alleanza con il Pdl porta incoerenze e aspetti positivi. Ma non considera cosa fatta l’accordo per le regionali del 2013: elenca una serie di condizioni, a partire dalle Province, e prenota la conferma alla Lega di palazzo Belgrado.

A fine ottobre saranno passati appena cinque mesi dall’elezione di Piasente, 41 anni, alla segreteria del Carroccio in Friuli Venezia Giulia. Erano i giorni degli scandali di Belsito e delle paghette per il Trota, i giorni dell’addio di Umberto Bossi.

Come ha trovato il movimento, la base? E come sta la Lega oggi?

«Rispetto a quei mesi sta molto meglio. È stato fatto un congresso federale, fondamentale, con il cambio della segreteria, e Maroni ha portato un nuovo impulso. Poi ci siamo messi a lavorare su alcuni progetti concreti, con gli stati generali del Nord».

Quella di Maroni, e anche la sua, è una Lega che urla di meno?

«È meno urlata, è vero, anche per una situazione strutturale, le condizioni in cui vivono i cittadini sono sempre più gravi, ci sono emergenze sociali che il Governo che non è in grado di affrontare. “Abbiamo dismesso le corna per usare i cervelli” è una sintesi efficace, ma lo spirito rivoluzionario della Lega non è venuto meno. O realmente si fanno dei cambiamenti decisivi sull’architettura dello Stato, o non c’è speranza».

La denuncia unanime e preoccupata riguarda anche il bilancio del Friuli Venezia Giulia.

«Con il federalismo avremmo i famosi costi standard e staremmo meglio. Oggi invece ci troviamo in una situazione opposta: dobbiamo contribuire al fondo della sanità, per esempio, anche se ci paghiamo la sanità da soli, e vengono chiesti nuovi prelievi».

I vostri alleati a Udine e Trieste sostengono però il governo Monti.

«Riconosciamo che Tondo e anche i partiti hanno posto dei distinguo profondi rispetto alla politica dei loro partiti. L’auspicio è che abbiano maggiore coraggio perché se in Friuli dicono una cosa a Roma votano tutte le proposte di Monti, è una schizofrenia».

Eppure convivete con il Pdl e che sostiene Monti.

«Dobbiamo farlo a livello regionale, ragionando sui progetti concreti. In questi anni la Regione ha ridotto il debito di 700 milioni di euro nonostante la crisi, è stato abolito il reddito di cittadinanza, sono stati rivisti i criteri per il welfare, anche se ci siamo dovuti accontentare per le decisioni della Consulta. Sono passi significativi».

Maroni aveva detto un semplice «vedremo» sul patto con il Pdl e con Tondo nel 2013. Confermerete l’alleanza?

«Il Friuli decide per il Friuli, ma tante cose vanno chiarite: agli elettori non possiamo servire una minestrina riscaldata. Abbiamo detto a Tondo che è importante concentrarsi su alcune questioni legate al lavoro e alle imprese. Poi, non so se al voto ci sarà il Pdl, ma la Lega ci sarà».

Quali sono le condizioni decisive per voi, da qua al voto?

«Abbiamo presentato una mozione sull’Euroregione del Nord e ci aspettiamo che la maggioranza la approvi. Dobbiamo fare molto sulle assunzioni degli under 35 e sull’alleggerimento della struttura burocratica, vanno razionalizzati i contributi alle imprese. E poi la negoziazione con Governo, a partire dalla fiscalità di vantaggio».

E le Province? Siete d’accordo sul superamento proposto dalla commissione ad hoc?

«La questione è stata strumentalizzata. Il testo della commissione non ci trova concordi: viene fuori un ibrido, e anche i lavori della commissione sono stati uno spreco pubblico. È stata creata per far credere che si lavori: vediamo cosa riescono a fare in aula».

Che peso avranno sul nuovo patto con Tondo?

«È un aspetto fondamentale per costruire l’alleanza 2013. Si ricollega ai rapporti con Roma: se si gestissero le risorse direttamente qua potremmo tenere Regione, Province e comuni. È tutto dovuto a sprechi del Mezzogiorno».

Se poi si voterà per la Provincia di Udine, nel 2013, il candidato dovrà essere della Lega e sarà Fontanini?

«Certo. Fontanini è il presidente uscente, questo mi sembra un percorso naturale».

I consiglieri regionali della Lega

non sono tra i più anziani: solo Franz e Violino sono alla terza legislatura.

«Ci consulteremo con i militanti e i segretari di sezione che faranno la campagna elettorale. Le persone che candideremo dovranno avere il 100% della loro fiducia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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