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Banda del flessibile,
cinque in manette

Due coppie di fidanzati e un minorenne. Operai, badanti e impiegate, hanno colpito in Veneto, a Pordenone e a Udine

UDINE. Un minorenne e quattro ventenni. Ecco i componenti della banda del flessibile, fermata all’alba di domenica dagli agenti della squadra mobile mentre si spartiva il bottino dell’ennesima notte di razzia tra i distributori di benzina al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Sono operai, badanti, impiegate che dopo una settimana di lavoro avevano deciso di arrotondare lo stipendio scassinando le colonnine degli impianti di rifornimento automatico. A Treviso avevano colpito a Vittorio Veneto, Falzè, Cessalto, a San Biagio, a Oderzo e ancora oltre. In Friuli avevano colpito un po’ ovunque, da Udine a Pordenone passando in rassegna impianti di rifornimento di ogni marca.

Ieri, dopo aver annunciato il risultato già nella mattinata di domenica, la questura di Treviso ha voluto fare il punto per far capire quanto la banda fosse al contempo strana e organizzatissima. In manette sono finite due coppie di fidanzati e il fratello minorenne di uno dei maschi. Si chiamano Giulian Antochi, 21 anni, Robert Zota, 23, Adelkina Martinut 22 anni, e Madalina Vusca, 29 anni. Viaggiavano tutti a bordo della Scenic intestata al primo, operaio come l’altro maschio del gruppo, ma non sapevano che sulla macchina gli agenti della Mobile avevano piazzato un segnalatore Gps che negli ultimi giorni ha permesso agli investigatori si seguire le loro trasferte e i loro movimenti.

Gli agenti erano arrivati a loro seguendo la piccola traccia lasciata da alcune videocamere che avevanbo inquadrato la Scenic nei pressi di due distributori svaligiati. Sabato sera, alle 11, è scattato il pedinamento. La banda ha prima tentato di svaligiare la Q8 di Godia (Udine), ma ha desistito perchè ha notato la polizia in zona. Poi si è spostata a Gonars dove ha svuotato la colonnina dell’impianto San Marco.

Sempre identico il metodo: mentre le ragazze perlustravano la zona in auto e apiedi per controllare che non vi fossero controlli e tenendosi in contatto con dei trasmettitori, i tre maschi lavoravano tra le pompe di benzina. Mentre uno tagliava la struttura per accedere alla cassa, gli altri controllavano. Gli agenti sono rimasti alle calcagna della banda fino alle 6 del mattino di domenica, quando i cinque hanno fatto ritorno nell’appartamento di Giulian Antochi per spartirsi il bottino. Su tavolo cinque piccole pile di contanti. Tutt’attorno il materiale usato per i colpi: flessibili di varie dimensioni, guanti in lattice, felpe e cacciaviti.

Gli stessi indumenti inquadrati dalle videocamere di altri distributori svaligiati. Si ipotizza che possano essere responsabili di una settantina di assalti ma ad oggi gli indizi e le testimonianze video alla base dell’indagine della questura di Treviso riguardano solo otto pompe. «Ora provvederemo a riunire altre denunce per valutare la corrispondenza dei nostri sospetti» dire il dirigente della mobile Enrico Biasutti. I quattro ventenni e il minorenne sono stati arrestati con l’accusa di furto pluriaggravato in concorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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