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Tornatore in Friuli:
che bello girare qui

«Andiamo a Trieste. Troveremo tutto». Il regista ha raccontato al pubblico di Udine e Pordenone, ieri prima della proiezione del suo ultimo film, "La migliore offerta", l'inizio dell'avventura che lo ha condotto a girare in Friuli Venezia Giulia

UDINE. «Andiamo a Trieste. Troveremo tutto». Giuseppe Tornatore racconta al pubblico del Visionario che lo ha accolto con un lunghissimo applauso, ieri prima della proiezione serale del suo ultimo film, La migliore offerta, l'inizio dell'avventura che lo ha condotto a girare in Friuli Vg.

«Eravamo in un momento di grave crisi produttiva. Il film avrebbe dovuto essere girato per sei settimane a Vienna. A pochi giorni dall'inizio delle riprese non abbiamo ottenuto la location. Conoscevo Trieste dove avevo girato La Sconosciuta. Volevo per la mia storia un ambiente indefinito e Trieste mi è sempre sembrata la piú "straniera" tra le città italiane. Con la città abbiamo stabilito un rapporto bellissimo. A Trieste, diversamente che in altre luoghi dove si fa cinema e si scombussola la vita dei suoi abitanti, non si infastidisce nessuno».

La pellicola appena uscita nei cinema italiani e già premiata dal pubblico, il film è al primo posto del box office italiano con un incasso di quasi 3 milioni di euro, è un noir sofisticato che segue il meccanismo del thriller. Se il cast è stellare, dal protagonista Geoffrey Rush a Donald Sutherland, Jim Sturgess e Sylvia Hoeks, il film è tutto italiano per sceneggiatura, montaggio, scenografia, fotografia e colonna sonora (del premio Oscar Ennio Morricone) e girato tra Vienna, Praga e prevalentemente a Trieste, con il sostegno della Fvg Film Commission, e nella bellissima villa Colloredo-Mels a Gorizzo di Camino al Tagliamento.

«La crisi si è risolta grazie alla generosità dei friulani e ai ragazzi di Film Commission che sono stati bravissimi – ha aggiunto il regista premio Oscar –, fanno questo lavoro con grande passione e sono gli unici che mi hanno permesso di cambiare idea anche all’ultimo momento, sia sulle scene sia su i luoghi dove girare. Non so come, ma quello che in altri posti è impossibile, qui da voi si può fare».

La migliore offerta è un’elegante e acuta riflessione sull’arte e sui sentimenti filmata con grande maestria. «Nessuno, né la stampa, né il popolo della rete ha svelato il finale – commenta il regista –, segno che in Italia riusciamo ancora ad andare d'accordo su qualcosa».

A Sabrina Baracetti presidente del Cec, che ha fatto gli onori di casa spetta il compito di chiedere al regista notizie del prossimo film. «Il mio mestiere vero è pensare delle storie e metterle nel cassetto. Alcune volte, come in questo caso diventano film». Dove, aggiungiamo, l’amore è la migliore offerta possibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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