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Archivio Anpi sul web:
mancano fondi

Udine, il progetto costa 55 mila euro, alla Regione ne sono stati chiesti, finora invano, 20 mila. E scoppia la polemica

UDINE. Servono 55 mila euro, spalmati in tre anni, per realizzare la digitalizzazione dell’archivio storico dell’Anpi di Udine e metterlo a disposizione sul web, per sempre, dei cittadini, degli studiosi e degli appassionati di storia. Materiale prezioso, migliaia di documenti e fotografie rari che abbracciano un lasso di tempo di 50 anni, dal 1920 al 1970.

Eppure i soldi mancano. Il Comune un piccolo contributo l’ha stanziato, la fondazione Crup, la Lega Coop e la Coop consumatori, così come la Unipol hanno fatto il loro dovere. Mancano la Provincia («ma il presidente Fontanini in persona sta provvedendo», è stato sottolineato) con i suoi 8 mila euro e soprattutto la Regione che dovrebbe stanziare 20 mila euro. «In attesa di questi finanziamenti - spiega il vice presidente dell’Anpi, l’onorevole Elvio Ruffino - i soldi li stiamo mettendo noi, speriamo che la situazione si sblocchi, questi aiuti sono indispensabili».

Se Ruffino mantiene un aplomb invidiabile, ci pensano Mauro Travanut e Anna Maria Menosso, consiglieri regionali del Pd presenti nella sede Anpi per l’illustrazione del progetto, a “pungere” la giunta Tondo. «C’è la crisi e questo è innegabile - ha affermato Travanut -, ma dall’altro canto c’è la ritrosia, da parte della Regione governata dal centro-destra, a dimostrare sensibilità su certe tematiche. Ormai questa amministrazione è agli sgoccioli, ci auguriamo che dalla prossima primavera le cose cambino. Noi abbiamo più volte insistito, tentato di “infilare” il contributo nella legge finanziaria regionale, ma non c’è mai stato verso di veder riconosciuta un’istanza legittima».

«La Regione non ha mai risposto alle nostre sollecitazioni - ha rincarato la consigliera Anna Maria Menosso -, è una scelta ideologica che non condividiamo. Il mio auspicio è che già con il prossimo assestamento di bilancio, nella sessione estiva e con una nuova giunta di centro-sinistra, si possa riparare a questa lacuna. Il lavoro che l’Anpi sta attuando è davvero prezioso, mi auguro che venga divulgato nelle scuole, perchè le giovani generazioni devono conoscere un pezzo di storia importante svoltosi nella nostra terra».

Il progetto esecutivo sarà curato da uno specifico gruppo di lavoro organizzato e coordinato da Ugo Falcone e Stefano Perulli dell’Agenzia italiana per il patrimonio culturale (Aipc).

E’ previsto il riordino, l’inventariazione e la valorizzazione, attraverso lo “sbarco” su Internet, delle due grandi parti dell’archivio, quella cartacea e quella fotografica. Tra gli enti che patrocinano l’impresa vi sono il Comitato nazionale Anpi, la Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane, l’Istituto nazionale per la storia del Movimento di liberazione, la Società italiana di storia militare, l’Associazione nazionale ex deportati, la Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia, il Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine, il Comitato regionale dell’Anpi, l’Istituto regionale e quello friulano per la Storia del Movimento di liberazione e la Fondazione per la memoria della deportazione di Milano. E’ stata anche inoltrata una richiesta per ottenere l’Alto patrocinio della presidenza della Repubblica.

«Se tutto l’imponente archivio è arrivato fino a noi - ha detto il vice presidente Anpi Ruffino - lo dobbiamo al puntiglio del presidente Federico Vincenti (a 91 anni presente all’incontro, assieme al segretario Luciano Rapotez, quasi 93 primavere, ndr) che in questi decenni, con metodo e precisione, ha catalogato ogni reperto. E’ materiale raro e straordinario, non dobbiamo perderlo». Nel suo intervento il soprintendente archivistico, dottor Pierpaolo Dorsi ha parlato di «archivio che è uno dei gioielli di Udine» e che «occuparsi di finanziare questo tipo di iniziative ha valore etico».

Il professor Neil Harris, direttore del Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’ateneo, ha spiegato che «ci troviamo di fronte a un archivio affascinante. Come università ci teniamo a collaborare per questo tipo di micro interventi qualitativi che possono far crescere il territorio».

Nel suo saluto l’assessore alla cultura del Comune di Udine Luigi Reitani ha dichiarato che «ci troviamo di fronte a una grande impresa. Investire in cultura non è una cosa effimera, ma si agisce sulle strutture della società, sul nostro patrimonio collettivo».

Anche il presidente dell’Istituto friulano per la storia del Movimento di Liberazione, Giovanni Spangaro, carnico e giovanissimo partigiano tra il 1943 e il 1945, ha evidenziato «come tali iniziative contribuiscono ad accrescere il valore e il prestigio della storia locale. Ed è Federico Vincenti che prima di tutti dobbiamo ringraziare, perchè ci ha consentito, in 60 anni di lavoro qua dentro, di fare arrivare fino ai nostri giorni tutta una mole di documenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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