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La storia d’una partigiana
in un libretto a fumetti

L’Anpi di Tricesimo l’ha stampato per consegnarlo agli studenti delle medie. Angelina sul confine italo-jugoslavo nel 1943-44: testi e disegni di Quisco

TRICESIMO. I fumetti per raccontare la Resistenza ai ragazzi, per testimoniare la vicenda di una donna che ha dato la vita per la Libertà. È “Angelina una storia partigiana. Una storia vera sul confine orientale tra Friuli e Jugoslavia 1943-1944” realizzata dall’Anpi di Tricesimo e Tarcento. Un volume, stampato in oltre un migliaio di copie che, a breve, sarà distribuito ai ragazzi di terza media, in occasione dei tradizionali appuntamenti che la sezione di ex partigiani organizza in collaborazione con l’Istituto comprensivo.

Lo stesso volume, oltreché ai ragazzi di Reana il 18 aprile e poi a quelli delle quattro terze di Tricesimo il 29, sarà presentato al pubblico in sala Pellizzari il 28.

«Il libro sarà distribuito agli studenti – spiega il presidente della sezione Anpi tricesimana Gianni Felice –, l’iniziativa è nata soprattutto perché vorremmo che i ragazzi fossero invogliati a leggere queste pagine di storia, per questo abbiamo fatto il libro a fumetti». La volontà, insomma, che «una storia vera fosse trasformata a fumetti perché pensiamo così che i ragazzi siano più predisposti a leggerla».

Un’opera per i più giovani, dunque, realizzata con un ritmo visivo che già dalla copertina è in grado di attirarne l’attenzione: colori forti e pennellate decise per raffigurare una strada e una giovane in bici, capelli al vento. A firmare i testi e i disegni è stato Quisco, pseudonimo di Guido Carrara, mentre il soggetto è stato elaborato da Flavio Dri. Si racconta una storia vera – che si vive in un’area che va da Montemaggiore a Povoletto –, ricostruita grazie a ricerche di archivio e testimonianze. Quella di Angelina, Angela Gerussi, che lasciando a una zia, ad Ara Grande, la sua Tersilla, una bimba di tre anni (e che ora abita a Spilimbergo), assieme al marito, sergente dell’aeronautica, si aggregò al 2º battaglione del Bbo (Brisko beneski odored) di partigiani “Titini”, una scelta che le costò la vita, fu uccisa da una raffica di proiettili nel 1944 alle Malghe di Plazè. Non aveva ancora compiuto 23 anni.

Una storia da leggere d’un fiato, per raccontare una vicenda di giovani, come si legge nell’introduzione, che si sono trovati a dover decidere da che parte stare, e così «Angelina e il suo sergente, quando giunse il momento, decisero per la via più difficile rinunciando a quella più agevole dell’adeguarsi conformistico, cercando una banda di partigiani a cui aggregarsi nell’ottobre ’43». Una storia che lascia il segno, ricostruita attentamente dal professor Dri attraverso conversazioni con Silvano

Culetto (Mirko), partigiano nel 2º battaglione sloveno del Bbo in cui, appunto, militava Angelina e dalle memorie di Arrigo Forniti, pure combattente del Bbo, e dal libro “Sul confine occidentale” di Franc Crnugelj Zroko che fu “komisar” dello stesso Bbo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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