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Bandelli: noi decisivi
per il Governo del Fvg

Il leader di Uar: siamo la novità politica che protesta in maniera positiva. Attacca Galluccio e si dice deluso da Tondo. Con Serracchiani? Contatti

UDINE. Niente inciuci o accordi, Franco Bandelli candidato governatore del Friuli Venezia Giulia con la lista Un’Altra Regione Autonoma punta in alto. Ma in un’intervista rilasciata al Messaggero Veneto si dice «deluso» dal presidente uscente Renzo Tondo e attacca Saverio Galluccio e il Movimento 5 Stelle. Chi manca? Con Debora Serracchiani non c’è alcun dialogo in corso, al massimo «contatti civili», garantisce Bandelli. Ma poi dalle urne uscirà una maggioranza molto «risicata» e Un’Altra Regione potrà essere di fatto «determinante».

Vi proponete come una forza di centrodestra? Perché un movimento nato a Trieste ha poi scelto di puntare la Regione?

«L’obiettivo è alto e nobile, costruito con un percorso di continui dibattiti sul territorio che ci hanno convinto che l’operazione politica potesse avere una propria identità. Ma è un’identità trasversale in senso politico: tutto sta attorno a un programma, non dettato da qualcuno ma dalla base».

Eppure la sua storia non è trasversale: è una storia di destra.

«Non sono più tempi da identità storiche o da ideologie politiche: il trasformismo politico generale ha travolto tutto e tutti. Ora bisognava avere il coraggio di fare un passo indietro sulle ideologie e uno avanti sui contenuti. Non ho chiesto a nessuno di rinnegare la propria storia. Così siamo diventati credibili».

Credibili e delusi dal centrodestra? Lei è deluso da Tondo e pensa che sarà votato da chi è deluso da Tondo?

«Io personalmente sono deluso da Tondo. Ma non vorrei che il movimento si riconoscesse in persone deluse, noi siamo entusiasti di fare politica. È possibile la costruzione di un nuovo centrodestra, a volte va accettata anche una fase di demolizione».

In qualche modo, però, Tondo aveva ragionato su un accordo che vi includesse.

«Se il corteggiamento è fatto con due sms... non si è concretizzato in un tentativo di appoggio. Forse Tondo si giustifica dicendo che è stato il partito a bloccarlo, ma allora non è autonomo come dice».

Che obiettivo vi ponete in termini di risultato?

«I sondaggi ci danno come l’unico movimento in crescita, stiamo erodendo voto sia al centrodestra che al centrosinistra moderato, e anche ai grillini delusi».

Una delusione fulminea?

«Hanno capito che il voto di protesta non può essere fine a se stesso. Noi siamo costruttivi. Chi vincerà in Friuli Venezia Giulia avrà una maggioranza risicata: noi potremo essere davvero determinanti per far sì che la maggioranza che governerà possa approvare programmi con cui siamo d’accordo».

Non pensa che il M5S sarà votato comunque, anche per l’indignazione legata allo scandalo delle spese di rappresentanza?

«Non voglio parlare di chi sfrutta politicamente problemi da magistratura. Però il voto politico è stato di protesta e ora vediamo che le cose non sono cambiate. Il voto amministrativo è diverso, Grillo tirerà su una piazza, ma poi chi governa è Galluccio. Non si può governare una regione con chi non sa leggere una delibera. Chiedo ai corregionali una riflessione: esiste una novità politica, che protesta ma in maniera positiva».

Guardiamo i programmi: come vuole intervenire sulla crisi e sull’occupazione?

«Se le misure sono solo la riduzione del debito pubblico e la terza corsia, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dal 2010 non sono stati capaci di varare una legge sul lavoro, e la riduzione del debito non crea ricchezza».

Quale posizione avete sulla terza corsia?

«Siamo favorevoli, ma a un giusto prezzo, e con i finanziamenti che arrivino dallo Stato e dall’Europa, non certo pagata con i pedaggi e indebitando la regione: è folle».

Non sembrano posizioni lontane da quelle di Debora Serracchiani.

«Ci sono cose su cui ci differenziamo, certo, ma bisogna essere gente di buon senso, mentre c’è qualcuno che ha perso il buon senso».

Più fonti ci dicono che avete in corso dei contatti con il Pd. È vero?

«I contatti che ho io con il Pd sono nelle telefonate che faccio con Serracchiani, per sapere l’orario di un incontro pubblico e se lei ci va... I contatti finiscono qua. Certamente c’è in giro qualcuno che ci vuole

svilire e dice che noi vogliamo fare l’accordo».

Contatti e accordi sono due parole diverse.

«I contatti sono quelli del vivere civile. Bisognerà per forza parlare con qualche opposizione, noi faremo un’opposizione propositiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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