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Addio a Corazza imprenditore
e grande benefattore

Aveva 82 anni. Fondò 40 anni fa “Il Mobile” di Codroipo. Dopo la morte del figlio avviò l’associazione “La Viarte”

CODROIPO. Un’anima buona e generosa quella di Claudio Corazza, 82 anni, scomparso a Milano dove era in cura per l’aggravarsi di una malattia che lo affliggeva da anni. Un percorso di vita intenso contraddistinto dall’amore per prossimo, per la famiglia per il lavoro.

È stato Claudio Corazza, nato a Udine, con prime esperienze lavorative a Cervignano approfondite poi nella capitale lombarda a fondare nel capoluogo verso la metà degli anni ’70 il primo piccolo negozio di vendita di mobili al dettaglio denominato appunto “Il Mobile”. Instancabile lavoratore Corazza lungo il corso degli anni ha ampliato sempre di più la sua attività consentendo così di aprire nuove sedi lavorative. Il suo carattere deciso e combattivo appartenente come si direbbe oggi “alla vecchia guardia” racchiudeva in sè solidi principi morali e di solidarietà. Principi che hanno portato Corazza a creare 2 realtà volte ad aiutare persone bisognose di sostegno.

Ha avviato assieme a don Giampaolo Sommacal e don Bruno l’associazione “La Viarte” tutt’ora attiva, che si occupa di ragazzi minorenni che devono superare problemi sociali e di droga e “La nostra casa“, un tetto, una accoglienza per persone che subiscono vari disagi derivanti da particolari condizioni di vita. Il bene degli altri e verso gli altri è quindi sempre stato il pensiero e l’azione costante della vita dell’imprenditore; fino all’ultimo questo è stato fonte e motivo di preoccupazione; nell’aiuto non c’era distinzione per la provenienza; strada, carcere, ospedale o altro.

La morte dell’unico figlio in giovane età ha segnato, nel più grande dei dolori, la vita di Corazza che ha riversato l’amore di nonno speciale ad Alex nipote altrettanto unico che è ora alla guida dell’attività. Lascia quindi un grande vuoto in tutta la comunità la sua scomparsa; lui non si dimenticava

mai di nessuno nemmeno, per dire, del compleanno di una sua impiegata e neppure di mettere un fiore nel cimitero sulle tombe, senza nome, di tanti sconosciuti, dimenticati, ma che il pensiero di Claudio Corazza, almeno a Natale e a Pasqua, faceva rivivere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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