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Musei di maggio, tra rose e opere d’arte

Passeggiate di primavera a Trieste, Gorizia e Pordenone. Al Parco dal 21 giugno in mostra Redouté, il Raffaello dei fiori

PORDENONE. Il giardino è una sorta di museo all’aperto, ovvero un luogo della contemplazione, quasi un paradiso che racchiude la dimensione mistica, spirituale, di una civiltà, pertanto è abbastanza naturale che le rose vi crescano accanto alle opere d’arte, e che il giardino, organismo vivente progettato e plasmato dalla mano dell’uomo, diventi esso stesso una creazione artistica.

Ed è il mese di maggio che vede fiorire nella nostra regione una serie di iniziative culturali che assommano l’arte della botanica all’offerta museale, a partire dalle vere e proprie passeggiate tra il verde, l’arte e i fiori che Trieste sta offrendo dentro i suoi musei e fuori di nessi.

Primavere ribelli fioriscono infatti al Museo Revoltella sotto forma di un giardino della contemporaneità, dove artisti e designers italiani e stranieri espongono foto, opere, installazioni d’ispirazione floreale e vitalistica come antidoto al grigiore e alla monotonia.

Una tappa fondamentale in questo contesto di proposte e di incontri è il parco di San Giovanni, nell’ex Ospedale psichiatrico, luogo del disagio psichico che trova ora una nuova armonia nella fioritura delle cinquemila rose – preceduta da cinquemila tulipani – modellando un paesaggio diventato un vero patrimonio storico e urbanistico.

Qui, rose, libri e musica, convivono in un incontro multisensoriale d’eccellenza, in una serie di appuntamenti che si concluderanno il 30 maggio, senza dimenticarsi della fioritura delle peonie, ultimo regalo della stagione.

Ma ci sono anche i giardini museali in senso stretto, come l’Orto lapidario annesso al Civico Museo di Storia e Arte, ovvero alle raccolte archeologiche di via Cattedrale, un vero giardino della memoria dove il fascino romantico del frammento antico, e del cenotafio di Winckelmann, vive scandito dal ritmo eternamente rinnovato delle stagioni.

Senza dimenticare la residenza-museo del barone Sartorio, egli stesso appassionato di arte dei giardini come documenta la sua ricchissima collezione di libri di giardinaggio, e la sua aspirazione di creare a Trieste un parco all’inglese. Altre nobili residenze, poi trasformate in sedi museali, si caratterizzano per i propri giardini, divenuti parte integrante della visita alle raccolte: basta pensare a Miramare o al giardino nascosto in palazzo Attems, a Gorizia, recentemente ravvivato dal restauro della fontana settecentesca.

Ma anche giardini di più recente concezione costituiscono un’ulteriore attrattiva e valore aggiunto al museo stesso, come il Mira, ovvero Museo Itinerario della Rosa Antica che si snoda tra le acque e gli alberi del parco di Villa Galvani a Pordenone, sede della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.

Qui regna la cultura della rosa, e una tabellazione didattica dal 12 maggio segnala il percorso offerto dalle rose antiche amate da Joséphine Bonaparte e disegnate da Redouté, il Raffaello dei fiori, percorso cui si affiancherà dal 21 giugno,

all’interno del museo, una mostra con le sue preziose e rare incisioni originali a far rifiorire idealmente il roseto eternandolo attraverso l’arte, quella vera, la sola che permane mentre tutto il resto, come ben si sa, sfiorisce presto e inesorabilmente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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