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«Io parroco censurato dal vescovo con un sms»

Camino, secondo don Raddi mons. Mazzocato non ha gradito alcuni post su Fb. Lui: mai smetterò di dire la mia, ma con la guida della Curia i rapporti sono buoni

CAMINO. Attorno al prestigioso restauro in corso alla millenaria chiesa della Pieve di Rosa, una vicenda singolare: l’ex parroco di Camino al Tagliamento don Antonio Raddi ha denunciato sulla pagina Facebook della Pro loco la mancata conclusione dei lavori, supponendo retroscena poco chiari. E lo ha fatto con toni apocalittici, tanto da incorrere nello stop dell’arcivescovo. Il sacerdote prima si rifiuta di cancellare i post, ma di quei messaggi non c’è più traccia.

«Difendiamo la Pieve di Rosa!!! E’ in pericolo la conclusione dei lavori! Il disinteresse burocratico e il mancato rispetto degli accordi crea seri sospetti sulla volontà di portare a termine i lavori!». Questo aveva scritto don Raddi, dalla sua nuova sede della parrocchia di Laipacco, dove è trasferito dall’autunno: «Vergogna vergogna vergogna: il vostro oratorio è in pericolo, pretendete la trasparenza economica, la pubblicazione dei conti!! Vergogna vergogna: il vostro asilo è decretato alla morte dall’accidioso e amante di mammona servo del demonio! Vergogna vergogna vergogna!!!! I vostri soldi e il vostro lavoro di 11 anni sacrificati con amore stanno sparendo a causa di un progetto ecclesiastico che vuole cancellare le identità cristiane, trasformando i fedeli in servi della gleba ecclesiastica..... alle armi fratelli, alle armi!!!».

Qualche parola di troppo deve essere sfuggita nei successivi post. Per cui il 13 maggio scorso, sempre sulla pagina della Pro loco: «S.E. l’arcivescovo mi ha esortato via sms, su suggerimento di una spia, di cancellare il mio post. Mai lo farò, è una preghiera contro il diavolo». E’ votato alla Madonna, don Raddi, e il vescovo «non può impedire tale voto». Don Raddi oggi non ha più contatti sulla pagina.

Raggiunto al telefono, l’ex parroco di Camino: «Tutto risolto, solo un disguido - dice -: c’è piena sintonia con l’arcivescovo». Preferisce glissare sul brutto episodio e si appassiona invece a spiegare le fasi del progetto: quasi un milione di contributi regionali e non solo hanno permesso di mettere in sicurezza l’edificio sacro, che sarà inaugurato non appena completato il restauro delle tele.

Getta acqua sul fuoco il presidente della Pro loco, Marco Molinari: «La pagina - spiega -, creata per far conoscere l’attività dell’associazione, è aperta a tutti, chi scrive si identifica con nome e cognome e si assume la responsabilità. Quando ho saputo di questi post, erano già cancellati».

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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