Quotidiani locali

Semina di mais ogm
anche a Mereto - VIDEO

Dopo Vivaro, ieri Fidenato ha coltivato un altro campo. Proteste degli ambientalisti e del M5S che chiedono un intervento

MERETO DI TOMBA. La battaglia di Giorgio Fidenato contro quella che definisce «la cultura totalitaristica» degli anti-Ogm prosegue. Dopo aver messo a dimora mais transgenico su un campo di 3 mila metri quadrati a Vivaro, ieri Fidenato ha cosparso le sementi Ogm anche in un terreno di Mereto di Tomba, in una sua proprietà di mille metri quadrati.

«Sto solamente continuando la mia attività di imprenditore agricolo», commenta Fidenato, quasi a voler scansare le polemiche nate dopo la sua semina transgenica.

Le critiche più aspre sono state sollevate dalle associazioni ambientaliste (Aiab, Legambiente, Greenpeace, Isde Wwf) e dal Movimento 5 Stelle, ma non tanto contro l’azione dell’agricoltore friulano, piuttosto contro la politica, per non aver ancora preso una decisione chiara e definitiva in merito. «C’è poco da protestare – continua Fidenato – perché c’è una sentenza della Corte di giustizia europea che mi permette di seminare questo mais.

L’Italia, essendo uno stato membro dell’Ue, deve accettare questa disposizione e adeguarsi. Siamo di fronte a una cultura totalitaristica di un gruppo – aggiunge – che tenta di imporre il proprio modello. È ora di lasciare libertà d’azione agli agricoltori». Fidenato è consapevole che il mais transgenico seminato sui suoi terreni, difficilmente potrà essere raccolto, essendo esposto ad atti di tipo vandalico. «Le persone di poco spessore culturale – continua l’agricoltore – non accettando chi la pensa diversamente da loro, si comportano mettendo in atto atti violenti.

La mia azione vuole essere una chiamata per tutti gli agricoltori, perché si rendano conto di cos’è il mais Ogm e di quali siano i suoi vantaggi». Fidenato è convinto dei benefici che il mais Ogm può portare alle coltura del Fvg: rendere inefficace l’attacco della piralide, un parassita in grado di riempire di tossine il granturco, e, di conseguenza, non costringere all’utilizzo di trattamenti insetticidi piuttosto vigorosi.

Le associazioni ambientaliste, però, non sono dello stesso avviso. «A forza di aspettare che qualcun altro agisca, si è lasciato il campo libero per il Fidenato’s show. È vero che il quadro normativo è a dir poco intricato – accusano Aiab, Legambiente, Greenpeace, Isde Wwf – ma a forza di aspettare che altri disbroglino la matassa il tempo passa, i semi germinano, le piante crescono, i pollini si disperdono, e le potenzialità di un modello agricolo di qualità si dissolvono. A questo si aggiunge il processo di perdita di fiducia nelle istituzioni, che in questa occasione sono accorse a protezione di pochi arroganti, calpestando la volontà della stragrande maggioranza di consumatori, cittadini e contadini friulani, che gli Ogm non li vuole».

Tra coloro che hanno criticato la semina transgenica, ci sono anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin e Cristian Sergo. «Non ce l’abbiamo con l’agricoltore Fidenato, che è nel pieno esercizio dei suoi diritti, ma con chi, per lentezza burocratica o incapacità decisionale, ha permesso di arrivare a questo punto. Fidenato – proseguono – sostiene che debba essere garantita la libertà di coltivazione finché non risulti dimostrata la pericolosità per la salute degli Ogm.

Noi, invece, riteniamo sia essenziale seguire il principio di precauzione, per il quale finché non venga dimostrata la non pericolosità del mais, non si

debba coltivare – concludono i “grillini” –. Dove queste colture sono già presenti, stanno diventando la rovina dei piccoli agricoltori che, a fronte di un risparmio esiguo sui pesticidi, non hanno più la possibilità di produrre le sementi in modo autonomo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVO SERVIZIO

Promuovi il tuo libro su Facebook