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Veggetti e l’incompiutaì
di Pier Paolo Pasolini

Al festival mitteleuropeo grande attenzione per Vivo e Coscienza

Richiama il mondo di Pasolini attraverso forme astratte e quadri fortemente evocativi l’allestimento di Vivo e Coscienza, prima assoluta a Mittelfest del coreo-regista Luca Veggetti che approccia questo balletto-cantata, rimasto incompiuto, col pudore iniziatico “del lettore” e un formalismo coreografico veicolo di contenuti decisamente autentici. Chiaro il suo concetto di messa in scena che ci consegna un inedito Pasolini ispirato dalla danza e che dell'idea pasoliniania mantiene la forma generale attraverso parti registrate del testo - un monologo e schematiche didascalie - volte a situare l’azione scenica degli interpreti, alcuni decisamente talentuosi come Alice Raffaelli e Marco Pericoli. Coordinati dalla mano esperta di Marinella Guatterini gli allievi del corso di teatrodanza della Paolo Grassi di Milano. Un medesimo episodio si ripete ciclicamente attraversando epoche diverse: Seicento, rivoluzione francese, fascismo e resistenza nella forma incompleta di una morality play scandita da due personaggi allegorici incarnanti vita e coscienza. Ed è la voce emblematica del novantenne Francesco Leonetti, amico di Pasolini, a evocare per contrasto le quattro scene danzate (lavoro, rivoluzione, guerra e morte): da una parte la voce vissuta, intensa ma frastagliata del poeta, dall’altra 9 giovani generosi danzatori. Dimensione ambigua in cui è la voce che crea il contesto e denota i personaggi precedendo la danza la quale, a sua volta, entra in risonanza con la parola. I danzatori agiscono con l’ausilio di tre tavoli microfonati, utilizzati sia come scenografia (piattaforma di movimenti compulsivi, passerella, loculo, muro su cui scrivere) che come colonna sonora attraverso la loro funzione di captazione del suono, frutto di una sperimentata collaborazione tra Veggetti e Paolo Aralla. La composizione originale creata e rielaborata elettronicamente dal musicista - diversi materiali, musica antica, stralci di canzoni di Piaf e Modugno, rumori, suoni e pezzi originali - intercetta

una partitura parallela, quella prodotta dal movimento nel suo agire con l’oggetto. Un universo acustico e plurilinguistico che tramite l' espressività della parola, viva del suo reale valore d’uso, coglie lo spazio fisico della danza e quello reale della vita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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