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Ora in Carnia si reclama la paternità del tiramisù FOTO VIDEO

Dopo le rivendicazioni del Veneto la querelle finisce anche in Comune a Tolmezzo. E c’è chi è pronto a cercare notizie del dolce tra le ricette del mitico chef Cosetti

TOLMEZZO. Altro che Treviso, è la Carnia, e Tolmezzo in particolare, a reclamare la paternità del tiramisù. Se ne era parlato più volte nel capoluogo carnico, ma ora, alla luce delle pretese venete di veder riconosciuta a Treviso l’invenzione di questo prelibato dessert al cucchiaio, più di qualcuno in città ha iniziato a chiedere iniziative per la difesa dell’indimenticabile dolce tolmezzino che dalle cucine dell’albergo Roma dal 1951 conquistò i palati più esigenti.

A onor del vero Treviso e Tolmezzo non sono le sole reclamare la paternità del tiramisù, perché anche Piemonte, Lombardia e Toscana si proclamano patria di origine del noto dolce.

A intervenire sul tema nel capoluogo carnico è il consigliere comunale Adriano Rainis che venerdì ha scritto a riguardo all’assessore alla cultura ed al commercio Aurelia Bubisutti: «Vista l’uscita del presidente della Regione Veneto Zaia in merito alla richiesta di primogenitura del dolce “tiramisù” per la città di Treviso dichiarando che lì fu inventato negli anni ‘70 e con richiesta di copyright per il dolce stesso, le chiedo una ferma e pubblica posizione in difesa della primogenitura di Tolmezzo, dell’Albergo Roma e della signora Norma Del Fabbro che inventò il “Tiramisù” nel lontano 1951 proprio nella cucina del famoso ristorante di Tolmezzo. Io personalmente ricordo di averlo mangiato la prima volta nel 59 fatto da Delia Zamolo che lo aveva imparato proprio dalla signora Norma».

Bubisutti promette immediati approfondimenti, ma ricorda anche lei di averlo assaggiato in città ben prima degli anni ’70 di cui si fregia il Veneto: «Io l’ho assaggiato – dice - per la prima volta, erano i primi anni ’60, dalla famiglia Zabrizach in via Divisione Osoppo. Era un tiramisù molto alto, anche 10 cm, e ne ricordo ancora nitidamente il sapore, tanto era buono. Era con l’alchermes. Devo dire che non c’è traccia del tiramisù nelle carte

di Gianni Cosetti, però approfondirò con sua figlia Anna e con i figli di Norma Del Fabbro. Bisogna vedere se ci sono carte a riguardo. Mi muoverò subito per verificare su che basi possiamo muoverci e contatterò Zaia per capire cosa hanno in mano loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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