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Il Festival vegetariano rischia il “trasferimento” FOTO 1 - FOTO 2 - FOTO 3

Non è tramontata del tutto l’ipotesi che la kermesse sia spostata a Bologna Ma il patron Santinelli promette: faremo di tutto per trattenerla a Gorizia

GORIZIA. «Il Festival vegetariano resterà a Gorizia? Nei mesi scorsi c’è stato effettivamente il rischio che ci trasferissimo a Bologna, ma se devo rispondere adesso dico che, per me, il festival rimarrà qui anche nel 2014. C’è il problema del bacino d’utenza limitato visto che l’intera regione supera di poco il milione di abitanti, ma vorrà dire che faremo un programma ancora più ricco e di qualità per attirare visitatori da tutta Italia».

Guarda già al futuro Massimo Santinelli, ideatore e anima organizzativa del festival vegetariano che per tre giorni ha trasformato Gorizia nella capitale italiana del cibo e della cultura “green” richiamando nel capoluogo isontino oltre 40mila persone, record assoluto per la manifestazione giunta alla quarta edizione e che si conferma l’evento più importante a livello nazionale dedicato al vegetarismo.

L’imprenditore goriziano che ha dato vita più di vent’anni fa all’azienda Biolab (oggi realtà di livello internazionale) nonché direttore del festival pensa a come rendere ancora più attrattiva una kermesse dalla formula indubbiamente vincente: ottima cucina vegetariana abbinata a un ricco programma culturale, fatto di nomi di richiamo nazionale, conferenze, incontri e testimonianze dedicate a salute e benessere, sviluppo ecosostenibile e rispetto per l’ambiente gli altri esseri viventi.

Un approccio culturale multiforme, contraddistinto anche da iniziative originali come “l’installazione” in piazza Vittoria di mini-cisterne per un totale di 15mila litri d’acqua: per mostrare quanti ne servono per produrre un solo chilo di carne bovina. Un programma culturale impreziosito da ospiti come l’attore Jacopo Fo e il divulgatore scientifico Mario Tozzi, conduttore dei programmi tv “Gaia” (Rai Tre) e “Atlantide” (La7).

“Il successo di questa edizione ci conferma che la strada è quella giusta – sottolinea Santinelli -. Non avevo mai visto a Gorizia un’atmosfera e un entusiasmo del genere. Abbiamo rivitalizzato anche il mercato coperto con tante iniziative e il contributo degli studenti di architettura. Ma ora dovremo alzare ulteriormente l’appeal del festival puntando sempre più, oltre che sulle proposte culinarie veg (distribuiti in questa edizione oltre 17mila pasti, ndr), sul programma culturale con eventi teatrali e concerti oltre a iniziative che sono piaciute come lo showcooking. Già quest’anno abbiamo avuto nomi importanti come Fo, Don Pasta che ha molto apprezzato il Collio

e Tozzi il quale ci darà una mano nel comitato culturale per organizzare la prossima edizione. Quest’anno tutto ha funzionato bene grazie all’impegno organizzativo della neonata associazione Evergreen e a uno staff di oltre 150 persone con uno standard professionale altissimo». (p.t.)

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