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«Scherzo sulla camorra ma dormo tranquillo»

Sarà a pordenonelegge lo scrittore Stefano Piedimonte, autore di “Voglio solo ammazzarti”. Sabato 21 affiancherà Roberto Saviano in un inedito show al Verdi

Non te lo vieta il medico di stravolgere un qualunque schema narrativo consolidato. Anzi, è psicologicamente liberatorio, ti suggerirà l’analista.

Scrivere sui fattacci di camorra con un piglio decisamente più surreale, riparandosi dietro un romanzo, favorisce l’empatia col nemico. I cattivi potrebbero persino cogliere nell’autore temerario un’insolita simpatica canaglia. Hai un paio di armi nel cinturone, in caso di sfida letteraria con la criminalità organizzata. O attacchi di brutto, e sono tutti affari tuoi, o ci scherzi sopra con saggezza.

La filosofia di battaglia di Stefano Piedimonte è inattaccabile: «Meno querele nei libri e più al commissariato. Risultato? Letture con un sopportabile tasso di ansia e migliore vita reale».

Lui ’ste cose le conosce. È un napoletano del 1980, batte sui tasti da quand’era giovanotto e dentro le porcherie quotidiane ci è finito per sette anni, la sua via crucis laica da cronista di nera sotto l’insegna del Corriere del Mezzogiorno.

«Stacchi tardi, è la regola, raggiungi casa, scopri il piatto con gli spaghetti freddi mentre squilla il cellulare. “Oh santa madonna, ne avranno ammazzato un altro!”. Spesso c’azzecchi. Ricopri il piatto, agguanti il taccuino e corri via con lo stomaco vuoto, confidando nelle ultime energie rimaste».

A Piedimonte riesce piuttosto bene buttare giù storie. Accidenti se gli riesce bene. Il parto del primo libro – Nel nome dello Zio – lo fa lievitare.

«Mi chiama un ricercatore di talenti, svelandomi un’inaspettata caccia al mio manoscritto. Ciò collima con un arrivederci e grazie da parte del mio giornale. Certi contratti non resistono alla crisi e mi ritrovo appiedato. Per dire, cinque case editrici sono pronte con la penna in mano per la firmetta. Dunque, no panic. Inspiro e ragiono. In effetti adesso viene il bello. Fin da bambino confidavo in un libro tutto mio». All’oggi i volumi firmati Piedimonte salgono a due. Il 19 settembre sarà sugli scaffali il secondo - lo possiamo definire un sequel? Pare di sì - Voglio solo ammazzarti (Guanda Editore).

Sabato 21, con ancora la puzza di tipografia fra i capitoli, l’opera sarà impilata a pordenonelegge con il suo creatore, ovviamente al seguito, richiesto compagno di palco di Roberto Saviano per un duetto inedito dallo strambo titolo: Comicamorra.

- Saviano dice un gran bene di lei. Appunta lo scrittore di Gomorra: «Spinto a sfogliarlo dal mestiere di osservatore, ma presto il dovere critico è svanito e le pagine mi hanno annodato a loro».

«Si usa fare, no? Spedire una copia ai personaggi in sintonia col tuo mondo. Roberto è l’unico davvero autorevole del settore. Risponde con un esaltante post su Facebook. E giù una caterva di mi piace. Ci conosciamo, l’amicizia continua».

- Immaginiamo non sia un gioco da ragazzi bere un caffè con lui.

«In effetti, non lo è. Qualunque gesto, persino quello sciocco di uno shopping improvviso, gli è precluso. Ma in qualche sporadica occasione ce l’abbiamo fatta».

- Tutto il giorno a inseguire malviventi, poi alla sera a reinventarli su un pezzo di carta. Un training faticoso, a quanto sembra.

«La difficoltà del cambio di stile mi ha messo spesso alle corde. La cronaca deve essere spalmata nuda e cruda così com’è senza coinvolgimenti, questo è il credo. Il lettore poi fantastica quanto gli garba. Il registro notturno del romanzo, invece, è ben più profondo e passionale. Durante le mie scorribande mattutine e pomeridiane nelle case dei camorristi – dopo il sequestro la polizia concede ai reporter un allegro giro turistico – ho visto cose che voi umani… tutte visioni accatastate con cura nello sgabuzzino di casa. Un bel giorno l’ho aperto e mi si sono rovesciate addosso. E ho cominciato a raccontare».

- Apriamo il libro, Piedimonte. Giusto un morso.

«Carcere di Poggioreale. Vi alloggia un boss con il tarlo del Grande Fratello. È lo Zio, finito in gattabuia perché qualcuno lo ha venduto agli sbirri. Unico pensiero fisso, la vendetta. Prima, però, deve evadere. Lo aiuteranno un genio dell’informatica, un ex fruttivendolo, tale Stiv Ciops e gli sgherri di fiducia, Germano Spic e Span, uno veloce nel far sparire le tracce, ed Erripò, una specie di sosia di Harry Potter».

- Teme ripicche?

«Dormo tranquillo.

E poi il sistema camorristico è cambiato. Sparano di meno e querelano di più. I capi pagano avvocati potentissimi e se casualmente o intenzionalmente rompi loro le balle, ti presentano un conto salato. Ma, almeno, respiri l’aria del mattino dopo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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