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«Il friulano va difeso anche a scuola»

Cormòns: dura replica a Falato della presidente dell’associazione “Furlan dal Gurizan”, Isa Dorigo

NS. «Il signor Falato o è in malafede o non si è mai informato sulla didattica delle lingue moderne e sulle norme regionali, nazionali ed europee che tutelano le minoranze linguistiche».

La presidente dell’associazione “Furlans dal Gurizan"”, Isa Dorigo, torna sulle polemiche dei giorni scorsi riguardanti la posizione contraria di alcuni genitori sull'insegnamento della lingua friulana a scuola, rappresentanti in Consiglio d'Istituto dal vicepresidente Massimo Falato. La Dorigo prende posizione a difesa della marilenghe in modo perentorio: «Ci risiamo - sottolinea la Dorigo - siamo di fronte all’ennesimo attacco alla lingua friulana goffamente camuffato con belle parole («E’ una lingua nobile») e da presunte buone intenzioni («Si imparino prima queste tre lingue - inglese, tedesco o sloveno - che un giorno possono garantire ai ragazzi un migliore accesso nel mondo del lavoro»). Il signor Falato o non si è mai informato sulla didattica delle lingue moderne e sulle norme regionali, nazionali ed europee che tutelano le minoranze linguistiche, oppure è in malafede e così facendo cerca di arrecare un notevole danno alla comunità locale della cui storia la, anzi, le lingue sono il carattere più evidente e distintivo. Le statistiche dicono che le lingue altrui si imparano meglio nelle zone dove sono insediate storicamente delle minoranze linguistiche. Spiace constatare che c’è ancora qualcuno che continua a pensare in termini esclusivamente economici su quello che è utile all’apprendimento dei ragazzi, primo fra tutti il presunto migliore inserimento nel mondo del lavoro. Se al signor Falato e a qualche altro genitore non interessa che i propri figli imparino anche la lingua friulana, basta seguire leggi e regolamenti per non richiedere quell’unica ora settimanale di insegnamento e smetterla di cercare di influenzare le decisioni della gran parte dei genitori (70%) che invece, con grande apertura mentale, hanno capito che è un loro diritto chiedere per i propri figli l’insegnamento nella scuola pubblica dell’unica lingua veramente propria di questa terra (Sloveno e Tedesco ed Italiano si parlano anche al di fuori dell’attuale territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia)».

La Dorigo prosegue: «Spiace dover constatare che simili prese di posizione, al limite della discriminazione, arrivano da un consigliere comunale e rappresentante dei genitori,

dato che in entrambi i casi è chiamato a rappresentare il proprio territorio. Ai genitori che, invece, hanno voluto, con determinazione e caparbietà, iscrivere i propri figli alle lezioni di friulano a scuola, vogliamo esprimere un sentito ringraziamento e gratitudine». (m.f.)

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