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«Piano per liberare Porcia dall’amianto»

Il consigliere regionale del Pd Chiara Da Giau: «Il sindaco tratti con General Beton e incassi vantaggi per la comunità»

PORCIA. «Dobbiamo essere solerti nel chiedere un piano per liberare Porcia dall’amianto». È l’appello dell’esponente del Pd nell’assise comunale, nonché consigliere regionale Chiara Da Giau, che invita l’amministrazione Turchet a “sfruttare” l’ampliamento della discarica di Sant’Antonio a vantaggio della comunità purliliese. Dopo l’esaurimento dell’attuale capacità, previsto per la fine del 2014, il sito di stoccaggio dell’amianto potrà ospitare ulteriori 300 mila metri cubi del pericoloso materiale edile.

A stabilirlo è stata la giunta regionale, approvando il progetto di ampliamento (che non ha ancora terminato l’iter di valutazione tecnico-ambientale) presentato dalla General Beton, ditta che ha in gestione l’impianto. «L’esecutivo – aggiunge Da Giau – deve intavolare una trattativa con il privato per ricavare quanto più possibile per Porcia. Uno dei risvolti di ciò potrebbe essere la richiesta alla General Beton di effettuare, assieme al Comune, uno studio sulla presenza di amianto nel territorio purliliese e, di conseguenza, predisporre un piano per lo smaltimento dello stesso».

L’aumento della capacità del sito di Sant’Antonio, rimarca Da Giau, avrà delle ricadute positive sulla regione: una delle clausole poste dalla giunta Serracchiani all’azienda è la priorità nello stoccaggio di materiale proveniente dal Fgv, dove sono presenti numerose situazioni critiche (basti pensare all’opera di bonifica del Cellina-Meduna). Tuttavia, anche il territorio purliliese deve essere in qualche modo ripagato per aver concesso lo spazio che ospita la discarica, ed è qui che entra in gioco la capacità del Comune di aprire un dialogo con la General Beton.

«L’amministrazione Turchet – ricorda l’esponente del Pd – è stata sinora carente nella richiesta della cifra spettante per legge a titolo di indennizzo per la presenza del sito di stoccaggio». Circa 310 mila euro, secondo le stime dell’opposizione, in base alla legge regionale 30 del 1987 che prevede la corresponsione al Comune da parte del proprietario della discarica di una somma in base al tipo di impianto e alla pericolosità del rifiuto. Somma (dovuta per il periodo 2008-2013) che il Pd aveva chiesto di inserire nelle entrate del bilancio di previsione approvato dall’Ente mediante un apposito ordine del giorno, bocciato dalla maggioranza. Indennizzi a parte, il consigliere Da Giau non ha alcun dubbio in merito alla sicurezza dell’impianto di Sant’Antonio: «Oggettivamente – sostiene – la discarica non ha creato alcun tipo di problema ambientale. È inodore e non comporta rischi di inquinamento, poiché l’amianto una volta interrato è sicuro. Inoltre, parliamo di un’ex area di cava, dunque

già compromessa da precedenti estrazioni».

Prima di ricevere il via libera definitivo all’ampliamento, comunque, la General Beton dovrà integrare e far approvare da parte dell’Arpa un piano di sorveglianza e controllo della discarica.

Miroslava Pasquali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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