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Cornacchia passa a Dessì il comando della Leccis Foto

Cerimonia di passaggio di consegne all’11º reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore

ZOPPOLA. Certo che di cose ne ha fatte l’11º reggimento bersaglieri di Orcenico Superiore nei suoi due anni di comando. Missioni nei teatri operativi in Afghanistan e Kosovo e in Italia l’operazione “Strade sicure”. Ieri mattina il colonnello Alfonso Cornacchia ha lasciato il comando e la bandiera di guerra nelle mani del pari grado Eugenio Dessì che così diventa il 53º comandante alla caserma Leccis.

Non senza il rammarico che accompagna sempre questi momenti, mitigato però dal fatto che Cornacchia va a occupare il posto di capo di Stato maggiore proprio alla brigata Ariete, che prevede mansioni di pianificazione, coordinamento e controllo al fianco del generale Fabio Polli, che la comanda. Insomma, si sposta di pochi chilometri a Pordenone e continuerà comunque a tenere i contatti con il reggimento.

Con gli uomini e donne del quale ha instaurato un rapporto profondo, nato con l’operazione che ha visto l’l1º dispiegato a Novo Selo, nel nord del Kosovo, da marzo a settembre 2012, quale riserva Nato.

Un incarico delicato, in una zona dove sono vive più che mai le ferite della guerra del 1999, e le tensioni tra serbi e albanesi di etnia kosovara non si sono mai sopite, tanto da tagliare in due la città di Mitrovica, diventata la Berlino balcanica.

Qui i bersaglieri hanno ereditato dal contingente austro-ungarico che li aveva preceduti una situazione deteriorata con la popolazione di etnia serba. Il modus operandi italiano, rispettoso della popolazione che sta ancora vivendo questo conflitto ignorato dai media, si è imposto con successo, meritando il plauso degli altri contingenti, in primis quello francese, sotto il cui coordinamento lavorava il colonnello Cornacchia.

A sancire il passaggio di consegne ieri è stato il generale Fabio Polli, in carica da una sola settimana, che ha parlato a braccio ai militari, commentando la tragedia dei migranti a Lampedusa e ricordando come gli agi e i comfort della società occidentale siano così lontani dalle sofferenze e dalle guerre che tanti stanno vivendo.

Per il generale è stato comunque un ritorno a casa, visto che ha comandato l’11º reggimento bersaglieri

dal 2008 al 2010. Alla cerimonia, che ha visto la sfilata dei medaglieri e dei labari della associazioni combattentistiche e tutto il reggimento schierato, sono intervenuti il prefetto e i sindaci di Maniago, Zoppola, Casarsa e San Martino al Tagliamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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