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Udine, buche sulle strade: decine di interventi

I danni maggiori in viale Venezia, via Firenze, piazzale Cella e via Cividale Il parco del Cormôr trasformato in lago diventa il ritrovo dei canoisti

UDINE. Assediata da una pioggia battente che ha riversato fino a 130 millimetri di pioggia al giorno, la città ha tenuto tutto sommato, parco del Cormôr a parte.

A fare le spese della massiccia ondata di maltempo sono state soprattutto le strade, lungo le quali il cedimento del fondo argilloso, quando non della rete fognaria, o il distacco degli strati di asfalto stesi con interventi tampone sulla carreggiata, ha provocato l’apertura di buche, quando non voragini. Una ventina solo nella giornata di ieri gli interventi che si sono resi necessari, una cinquantina dall’avvio dell’emergenza maltempo. In due giorni sono state decine le segnalazioni.

Volontari

Reperibili, polizia locale e volontari della protezione civile hanno lavorato ininterrottamente per garantire interventi immediati. Questi ultimi, come ha spiegato il coordinatore Graziano Mestroni, dopo aver completato gli interventi in città sono andati a dar man forte ai gruppi di Pavia di Udine e quelli di Majano.

«Una disponibilità encomiabile la loro» ha rimarcato l’assessore comunale alla mobilità e all’ambiente Enrico Pizza. Più impegnativo il fronte viabilistico proprio per effetto delle numerose buche che si sono formate e che hanno richiesto un superlavoro per i reperibili, impegnati sotto il diluvio a transennare e mettere in sicurezza asfalti e manti stradali.

Ancora buche

A partire da viale Venezia nei pressi di via Firenze dove si è dovuti ricorrere alle transenne sulla corsia destra. « Una situazione nota alla quale abbiamo posto rimedio con un intervento tampone di asfaltatura per mettere in sicurezza la strada ed evitare che qualcuno si facesse male – sottolinea l’assessore – certo non un intervento risolutivo, visto che abbiamo già stanziato 100 mila euro per rifare l’asfalto, ma le abbondanti piogge hanno fatto saltare quei “cerotti a freddo”».

Ai circa 30 punti di venerdì se ne sono aggiunti altri in via Lombardia, via Frossi, l’incrocio tra via Marco Volpe e Superiore, via Pieri, via Caccia, Viale delle Ferriere, Piazzale Cella e via Cividale.

Porfido a perdere

Altra situazione emergenziale si è manifestata in Piazzale Diacono, dove a saltare sono stati i cubetti di porfido sul percorso pedonale, un paio di interventi si sono resi necessari in via Cormor Basso e si è pure dovuti tornare sulla voragine di piazzale Chiavris per un ulteriore cedimento. «Tutto sommato - ha osservato Pizza - visto che la viabilità comunale si estende su ben 350 chilometri, una cinquantina di interventi per tutti questi giorni di emergenza non sono poi molti».

Il test di Mercatovecchio

Un’ulteriore chiamata ai reperibili, accorsi con transenne al seguito, si è resa necessaria in via Mercatovecchio dove la pavimentazione, posata un paio d’anni fa su un progetto dell’allora assessore Gianna Malisani, ha ceduto. Le pesanti lastre poste in opera su una porzione dell’asse cittadino per una sorta di sperimentazione destinata alla circolazione dei bus, hanno cominciato a sollevarsi rappresentando un serio pericolo. L’area è stata transennata.

«Quasi due tonnellate di asfalto a freddo per complessivi 200 chilometri - fa il punto Pizza – gli interventi sono richiesti dalla polizia locale anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, un plauso va alla polizia locale che in questi giorni difficili ha vigilato sul territorio e ai geometri della viabilità Andrea Toledo, Roberto Bazzara, Roberto Bidini e Silvano Marcon che hanno lavorato sotto una pioggia battente con professionalità e tempestività».

Parco del Cormôr

Quanto agli allagamenti, ferma restando la chiusura di via dei Tre Galli per la quale però l’amministrazione - ha fatto sapere Pizza - ha già un progetto e i fondi necessari per intervenire, è la situazione del parco del Cormôr, ieri percorso da audaci visitatori in canoa, a preoccupare.

«Da oltre due giorni il parco è spazzato dal torrente in piena che scorre velocissimo – ha osservato l’assessore Pizza - c’è preoccupazione per l’ammontare dei danni provocati da questa situazione. Quando le acque

si ritireranno dovremo avviare una ricognizione per valutare non solo il deposito di fango, ramaglie e tronchi lasciato dal fiume, ma anche i danni agli arredi, alle panchine, i tavolini, al percorso ginnico, ai raccoglitori di rifiuti e alle stesse piante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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