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Alessio, l’assessore di Muzzana
ormai di casa in Africa

Lo chiamano il “furlan in Etiopie”: sei missioni umanitarie. Ora gira nelle scuole con un video a raccontare quel mondo

MUZZANA. Non gli piace parlare di “mal d’Africa”. «Io ho il bene d’Africa» dice ridendo. Perché per Alessio Turco Africa significa l’ospitalità di chi vive in una capanna ma ti accoglie e condivide con te il suo poco cibo, il sorriso sincero e puro delle persone, la loro immensa umanità. Bastano i ricordi a commuoverlo. Basta ritornare ai progetti realizzati per «darmi serenità». Ha trent’anni Alessio. È assessore alla cultura del Comune di Muzzana.

Ma per tutti ormai è il “furlan in Etiopie”. Ci è andato già sei volte in quella terra che gli ha catturato il cuore. La prima fu spinto dalla voglia di conoscere. Nel 2009 decide di partire con Massimo Marnicco di Pavia di Udine nell’ambito del progetto “Mamre”. Scopre la cultura, le usanze. Ama fin da subito quei posti fatti di silenzio, di povertà ma dove la generosità ti viene donata anche da uno sconosciuto che ti accoglie in famiglia e ti offre riparo. Non si ferma Alessio.

Riparte come volontario di “Chain of Love for Human and Enviromental Development”, organizzazione non governativa che opera in particolare nella regione del Tigray. Partecipa a diverse missioni. Per la realizzazione di pozzi d’acqua potabile, per attivare progetti a supporto degli studenti in condizioni svantaggiate, per costruire scuole con servizi igienici, per dare un sostegno nelle attività agricole e alle famiglie coinvolgendo attivamente gli abitanti. Collabora con le istituzioni e le università. Crea dei legami forti e duraturi di solidarietà e cooperazione.

Ama conoscere, ama comprendere fino in fondo una cultura. E infatti decide di realizzare un video. Con la naturalezza e la spontaneità che gli sono proprie intervista le persone che incontra. Decide di non tenersi solo per sé queste emozioni ma di condividerle. Per questo ora partecipa a incontri nelle scuole o organizzati nei Comuni. «Credo che questo filmato piaccia molto – spiega – per la sua naturalezza e il cuore che ci ho messo. Io mi commuovo ogni volta che lo rivedo». Vuole riviere insieme agli studenti e a chi lo viene ad ascoltare quei momenti intensi e unici.

Dal secondo viaggio in Etiopia ne nasce una canzone “Nagayè” che scrive in friulano, brano cantato poi dai Luna e Un Quarto il gruppo dove Alessio suona la fisarmonica. «Ricordo che feci un intervista anche a radio Tigray – aggiunge -. Piacque molto anche in Etiopia». Macina chilometri Alessio. Lui che nel 2007 attraversò la Spagna in bicicletta. Solo con una tenda e un diario di bordo in cui annotare pensieri ed esperienze. «Ricordo che io con un altro amico – dice - in Etiopia ho marciato a piedi fino a un posto a 2700 metri di altezza. Una zona di casupole isolate.

Pil zero ma umanità un miliardo alla seconda», ricorda. «In un altro villaggio – prosegue - dove la gente non aveva mai visto un bianco una signora, avrà avuto 80 anni, mi ha detto tutto quello che vedi con il mio dito è tuo. Sono cose che ti cambiano il modo di pensare. Sono cose che ti restano dentro». Solo qualche mese fa è partito per un altro viaggio on the road. La meta il Kenya e l’Uganda. «Avevo bisogno di nuova linfa». Ricorda il silenzio

dell’Africa.

Ricorda ogni perosna che gli ha regalato amicizia e generosità. Non sa ancora dove lo porterà il futuro. Sa solo che non smetterà mai di viaggiare. A suo modo. Con lo zaino in spalla. E il cuore pronto a conoscere ed emozionarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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