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Paghette e piccoli lavori per prevenire il bullismo

Spilimbergo, la ricetta del Comune per ridurre la microcriminalità giovanile In programma anche l’istituzione di una task force con Ass, Ambito e militari

SPILIMBERGO. Istituire una task force fra istituzioni e forze dell’ordine presenti sul territorio, al fine di prevenire episodi di bullismo e microcriminalità che possano riguardare le fasce più giovani della popolazione. Ma anche coinvolgere i giovani in lavoretti di manutenzione dietro un piccolo compenso.

Questo l’obiettivo che si sono dati l’amministrazione comunale di Spilimbergo, l’Ambito distrettuale 6.4, Azienda sanitaria 6 “Friuli occidentale”, istituto comprensivo e istituti superiori della città del mosaico che, insieme ai vertici di polizia locale e carabinieri, si siederanno martedì 4 marzo, alle 12, nella sede municipale di palazzo di Sopra, per partecipare a un tavolo di confronto convocato urgentemente dal primo cittadino Renzo Francesconi, al fine di condividere conoscenze e analizzare le specificità delle problematiche relative al territorio spilimberghese.

Lo scopo è quello di delineare linee operative e di collaborazione tra istituzioni diverse che, a vario titolo, possono contribuire al contenimento del disagio minorile e alla prevenzione dello stesso.

«L’urgenza di promuovere tale tavolo – spiega il sindaco – nasce dai segnali di preoccupazione che sono giunti da vari ambiti del nostro territorio, non ultimi i fatti recenti legati a comportamenti devianti di trasgressione sociale che hanno interessato alcune strutture comunali».

Il pensiero di Francesconi, va in particolare, ai recenti episodi di atti di vandalismo compiuti ai danni della sala d’attesa dell’autostazione delle corriere, ma anche ad alcuni furti, su cui stanno indagando i carabinieri della compagnia di Spilimbergo, coordinati dal maggiore Francesco Dotto, avvenuti nella sede del Progetto giovani, in casa Gaspardo, contingua proprio al terminal.

«Purtroppo – spiega il sindaco Francesconi – ci troviamo di fronte a giovani che, in alcuni casi, hanno già situazioni familiari complicate e che passano molto tempo fuori casa».

«Abbiamo anche pensato, compatibilmente con le risorse disponibili – prosegue Francesconi – che una possibile soluzione, per arginare un fenomeno che fortunatamente non è così dilagante, sia inviduare alcuni dei casi più problematici e magari cercare di creare in loro un interesse,

coinvolgendoli, ad esempio, in piccoli lavoretti di manutenzione dietro un piccolo compenso, una paghetta che a mio avviso potrebbe essere un incentivo in più per loro e, soprattutto per noi, una buona occasione a tenerli lontano dai guai».

Guglielmo Zisa

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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