Quotidiani locali

Sosta selvaggia,
la “spiata” corre via mail

Per segnalare le infrazioni alla polizia locale di Pordenone arrivano anche foto: non c’entra il senso civico, si difendono i propri interessi

PORDENONE. Se qualcuno vi fotografa con il cellulare, mentre parcheggiate l’auto in divieto di sosta, non pensate che sia un vostro fan. Quella foto probabilmente sarà inviata, un secondo dopo lo scatto, alla polizia municipale o al sistema Sol del Comune di Pordenone e potrebbe costarvi una multa che non avevate previsto, convinti di essere lontani da occhi indiscreti.

Sono decine e decine le segnalazioni che arrivano alla polizia municipale di Pordenone attraverso la casella mail e il più delle volte con foto allegate. Anche se il comandante Arrigo Buranel non ha attivato, come il collega di Roma, un profilo twitter in cui i cittadini-detective possano inviargli direttamente le segnalazioni delle infrazioni cui assistono, le “spiate” dei pordenonesi arrivano comunque.

Ormai le tecnologie hanno cambiato il modo di comunicare anche le lamentele e così «riceviamo quotidianamente telefonate e mail di cittadini che ci segnalano infrazioni e violazioni del Codice della strada con tanto di fotografie che testimonino l’accaduto – spiega il comandante –. Noi controlliamo tutto, purché non si tratti di segnalazioni anonime, però è bene chiarire che non basta mandare la foto di un’auto in divieto di sosta perché la polizia municipale possa mettere una multa.

Quando arriva la segnalazione noi interveniamo, verifichiamo che la situazione sia quella che ci viene rappresentata e in quel caso interveniamo. Qualora ci venga detto che il comportamento è ripetuto allora controlliamo più volte prima di procedere». Allo stesso modo, «se quando arriviamo la macchina è andata via, non possiamo procedere». Che il caso si concluda con una sanzione amministrativa oppure no, «il cittadino – aggiunge Buranel – deve essere pronto ad affrontare la responsabilità di quello che dice o delle foto che manda».

I “delatori” della strada inviano soprattutto materiale relativo alla sosta selvaggia: sia essa su marciapiedi, aiuole strade o a ridosso dei passi carrai. Senso civico dilagante? Tutt’altro. «Possiamo dire che le segnalazioni di persone che sono mosse da senso civico e desiderio di rispetto delle regole non superano il 10 per cento – dice con chiarezza il comandante –. Il più delle volte, chi segnala una situazione fuori norma lo fa perché quel comportamento nuoce direttamente un suo interesse.

Perché magari la macchina in questione gli ostruisce il passaggio per uscire di casa e cose di questo tenore. Lo dico a malincuore, ma di senso civico ce n’è sempre meno». A dimostrazione di ciò accadono anche situazioni paradossali:

«Ci è capitato di automobilisti che segnalassero infrazioni di altri e che poi, quando la pattuglia arrivava sul posto, si presentassero a loro volta in violazione. E così siamo stati costretti a dare la multa anche a quelli. Succedono anche queste cose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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