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No diffamazione, sindaco assolto Stregna, era stato accusato da una cittadina assieme a giunta e maggioranza

STREGNA. Quella espressa dal sindaco di Stregna, Mauro Veneto, attraverso le colonne del foglio d’informazione politica “Sole sì, Soli no. Insieme verso un futuro migliore”, non fu diffamazione nei...

STREGNA. Quella espressa dal sindaco di Stregna, Mauro Veneto, attraverso le colonne del foglio d’informazione politica “Sole sì, Soli no. Insieme verso un futuro migliore”, non fu diffamazione nei confronti della cittadina che, in una lettera, ne aveva criticato la gestione dell’amministrazione pubblica, bensì «reazione a un fatto ingiusto altrui». La sentenza, quindi, non può che essere quella del non luogo a procedere «per non punibilità» dell’imputato. Così ha deciso, ieri, il gup del tribunale di Udine, Francesco Florit, al termine dell’udienza preliminare celebrata non soltanto a carico del primo cittadino, ma anche della sua Giunta e dei consiglieri della maggioranza di centrodestra che lo sostiene. Anche per loro - il vice Augusto Crisetig, gli assessori Alice Clinaz, Dario Predan e Stefania Predan e i consiglieri Gianpaolo Beuzer, Pietro Caucig, Romeo Qualizza e Silvano Laurentig -, il giudice ha decretato il non luogo a procedere, ma con la formula «per non aver commesso il fatto», in quanto un’integrazione d’indagine aveva identificato nel solo sindaco l’autore dell’articolo “incriminato”.

Al centro del procedimento, la “Risposta alla dottoressa (...)”, seguito dal nome della destinataria, che gli amministratori avevano pubblicato il 20 maggio 2011. Ritenendosi offesa dai contenuti e dal tenore delle parole adoperate per replicare alle sue critiche - come residente di Tribil Superiore, sul foglio informativo “Insieme per Stregna. Kupe za Sriednje” la donna aveva segnalato lo stato di abbandono in cui, a suo dire, era venuta a trovarsi la popolazione del paese -, la cittadina si era rivolta all’avvocato Rino Battocletti e presentato denuncia in Procura. Il pm Lucia Terzariol, però, aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo. A portare in aula il caso era intervenuta l’imputazione coatta disposta

a quel punto dal gip Daniele Barnaba Faleschini. Soddisfatto il difensore, avvocato Paolo Viezzi, che anche ieri si è ritrovato in sintonia con il pm nel sollecitare il proscioglimento. L’avvocato Battocletti, con il quale la donna si era costituita parte civile, ha preannunciato impugnazione.

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