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A Raveo brucia lo stavolo dello scrittore "Pecoranera"

Era la casa che metteva a disposizione degli ospiti. Devis Bonanni è convinto: è un incendio doloso, ce l’hanno con me

RAVEO. Brucia lo stavolo di Denis Bonanni: ad essere distrutto più che un edificio è la filosofia e l’esperienza della Pecora Nera, scrittore di successo. Come l’Araba Fenice, però questa esperienza non rimarrà in cenere: «Abbiamo un’abitazione anche in paese - racconta Denis – che condivido con la mia compagna: è qui che proseguiremo in un primo momento la nostra esperienza, ospitando quanti continueranno a seguirci nel nostro obiettivo di vita alternativa, solo in un ambiente un po’ meno romantico».

Ad accorgersi dell’incendio alcuni paesani che abitano all’inizio del paese, dove Bonanni ha attivato la sua piccola fattoria. Una zona isolata, in mezzo ai campi. Qui Denis aveva costruito una «piccola casetta di legno, adibita a mensa, salotto e casa degli ospiti, con tre posti letto e un divano per l’ultimo arrivato. C’è la cucina a legna, il fornello a gas e l’occorrente per cucinare. C’è un wc vero, ma con poca privacy e una compost toilette da raggiungere facendo quattro passi. La doccia si fa accendendo il fuoco nel boiler a legna».

La cronaca segnala che i vicini sono stati svegliati, verso le due di notte di lunedì mattina da un botto secco. Usciti di casa attratti da un sinistro bagliore, hanno visto la casetta di Denis andare in fumo. Il boato era dato dallo scoppio di una bombola a gas che si trovava all’interno della casa che «rimaneva sempre aperta, vuoi per la nostra filosofia di vita, vuoi perché c’era ben poco da rubare». Sul posto i vigili del fuoco hanno potuto solo bonificare l’area, mentre i carabinieri indagano sul caso. Bonanni è convinto si tratti di un atto doloso e annuncia denunce. «Già un mese or sono abbiamo trovato all’interno della casa dei libri e un sacco di pane che teniamo per le galline bruciacchiati».

stavolo

Un tentativo maldestro che ha allarmato Denis, ma dopo un primo periodo durante il quale chiudeva con un lucchetto la casetta, tutto è tornato come prima: porte aperte. «Non volevo credere che in una piccola comunità si potesse giungere a queste cose». «Immaginavo si trattasse di una ragazzata, del gesto isolato di un malato di mente». «Non ho mai fatto politica - ha aggiunto - pestato i piedi a qualcuno: nulla che possa giustificare un simile gesto. Solo la mia filosofia di vita, che può piacere o meno, ma non credo che questo possa giustificare un simile atto».

Il sindaco Daniele Ariis esclude un incendio doloso «non è nella mentalità della gente del posto. Denis non ha mai dato fastidio a nessuno, vive di agricoltura e di libri, nulla di più». Il sindaco si dice ben lieto di mettere a disposizione degli inquirenti,

eventualmente, i filmati delle telecamere comunali della zona. I danni materiali sono stimati in circa 30 mila euro: il pollaio, che distava dallo stabile bruciato di soli 5 metri, è rimasto miracolosamente integro senza danno per le galline ospitate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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