Menu

Vai alla pagina su Lavoro

Aiuti a mobile, sedia ed elettrodomestici

La Giunta individua i 18 comuni dove le imprese beneficeranno dei sostegni in deroga alle norme Ue

UDINE. La giunta regionale ha scelto dodici comuni dell’area del distretto della sedia udinese e sei di quello del mobile e dell’elettrodomestico del pordenonese per inserirli all’interno dell’elenco degli enti locali che potranno attingere agli aiuti di Stato – in deroga al diritto comunitario – nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020.

Nella seduta di ieri, inoltre, la maggioranza ha dato il via libera alla destinazione di 10 milioni di euro contenuti nel Fondo sociale regionale e dello Stato per i progetti di superamento delle disomogeneità territoriali e di 130 mila per le iniziative di tutela e valorizzazione delle minoranze di lingua tedesca.

Aiuti di Stato

Aiello, Buttrio, Chiopris-Viscone, Corno di Rosazzo, Manzano, Pavia di Udine, San Giovanni al Natisone, San Vito al Torre, Bagnaria Arsa, Cormons, San Giorgio di Nogaro e Torviscosa in provincia di Udine; Brugnera, Fontanafredda, Pasiano, Porcia, Prata e Pravisdomini in quella di Pordenone: sono questi i diciotto Comuni che la Regione indicherà, entro il prossimo giugno, alla Commissione europea come enti locali ubicati in aree considerate svantaggiate e che potranno – previo reperimento delle risorse necessarie – ottenere aiuti di Stato in deroga alla normativa dell’Unione europea.

«Il criterio che abbiamo utilizzato – ha spiegato l’assessore alle Finanze Francesco Peroni che ha presentato in Giunta la delibera – è stato quello dell’individuazione delle aree della Regione con la maggiore densità di imprese: gli uffici hanno verificato statisticamente come le zona del Triangolo della sedia così come quelle afferenti al settore dell’elettrodomestico e al distretto del mobile siano quelle che rispondono ai requisiti richiesti».

I negoziati svolti dal Governo con la Commissione europea hanno permesso di assegnare al nostro Paese una quota massima di aiuti di Stato pari al 32,06 per cento della popolazione italiana. L’accordo di riparto interno, quindi, ha destinato al Friuli Venezia Giulia una fetta equivalente a 107 mila 926 abitanti, con un gap, cioè, di circa due terzi rispetto al periodo di programmazione 2007-2013.

«E’ vero che come cifra assoluta – ha concluso Peroni – la destinazione regionale è molto minore rispetto al passato, ma semplicemente perché l’Italia, nella sua interezza, ha ottenuto una percentuale più bassa del 2007 a seguito dell’allargamento dell’Unione ad altri Paesi. E non va dimenticato come siano cambiate le regole del gioco. Nell’accordo precedente, infatti, tre province su quattro del Friuli Venezia Giulia potevano essere automaticamente considerate come svantaggiate perché confinanti con la Slovenia, ma dal prossimo primo luglio non sarà più così. E aver ottenuto una quota molto vicina a quella del Veneto e della Lombardia può essere comunque considerato un buon risultato».

Fondo sociale

L’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca ha chiesto e ottenuto, sempre nel corso della seduta di ieri dell’esecutivo Serracchiani, la destinazione di 10 milioni di euro del Fondo sociale regionale e dello Stato al superamento delle disomogeneità territoriali, al fronteggiare i maggiori costi non sostenuti dai Comuni e alla promozione di progetti innovativi.

Di questa somma 2 milioni 500 mila euro saranno assegnati agli interventi a favore di minori stranieri non accompagnati, un milione verrà erogato per il consolidamento del sistema locale degli interventi e dei servizi sociali, mentre i restanti 6 milioni 500 mila euro andranno alla stabilizzazione e al rafforzamento delle prestazioni e degli interventi previsti dalla legge regionale 6 del 2006, quella, cioè, che regola il sistema integrato di interventi e servizi per i diritti di cittadinanza sociale.

Minoranze e giovani

Il finanziamento degli istituti e delle associazioni delle comunità germanofone di Sauris, Timau e della Val Canale ammonterà, per il 2014, a 130 mila euro suddivisi tra enti locali (45 mila), organizzazioni riconosciute (84 mila) e non riconosciute, mille euro.

Il fondo nazionale per le politiche giovanili, infine, ha destinato al Friuli Venezia Giulia un importo pari a 72 mila 236 euro che verrà integrato, da parte regionale, sino a raggiungere un budget complessivo di 86 mila 683 euro destinato a mettere in atto servizi

e percorsi educativi di aggregazione.

A tal fine, verranno predisposti eventi legati allo sviluppo di concetti e comportamenti relativi alla cittadinanza attiva, legata sia al contesto territoriale che al più ampio contesto europeo e globale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro